Eterologa, appello della Regione
Mentre a Modena ci si interroga sul da farsi, Lusenti “chiama” il Governo
«Serve un atto di regolamentazione a carattere nazionale per evitare che un argomento così delicato e sensibile si trasformi in una giungla». Lo sostiene, a proposito della fecondazione eterologa, l'assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, Carlo Lusenti.
«Voglio precisare - spiega - che proprio per assicurare la fruizione di un diritto, pertinente alla sfera della salute, in condizioni di uniformità su tutto il Paese, riteniamo sia doveroso andare oltre l'assunzione di atti da parte delle singole Regioni: ciò comporterebbe inevitabilmente il rischio di una variabilità da territorio a territorio». Serve un documento di linee guida o regolamentazione uniforme, quindi, «da adottare con urgenza e tempestività. Noi siamo pronti, e sollecitiamo a lavorare da subito per adottare un provvedimento entro i primi di settembre. Lo dobbiamo alle tante coppie in attesa di veder riconosciuto questo loro diritto».
«Noi riteniamo - conclude Lusenti - che le strutture pubbliche dell'Emilia-Romagna non possano attuare al momento la fecondazione eterologa a carico del Servizio sanitario nazionale in quanto, a parere del ministero, la procedura non e' inclusa nei Livelli essenziali di assistenza».
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