L’incrocio maledetto di via Canalazzo
San Prospero. L’incredibile storia di Ermes: due volte in prognosi riservata per la stessa dinamica. Esposto della famiglia
SAN PROSPERO. Ermes Bulgarelli, 64 anni, custode della Lam di San Prospero, è in ospedale dal 15 luglio.
Vittima suo malgrado di un brutale incidente identico a quello che gli era accaduto esattamente 9 anni fa. Incredibilmente nella stessa data, nello stesso incrocio e con le stesse modalità. E anche allora fu un calvario: Ermes venne ricoverato in coma e rimase ricoverato ininterrottamente a Baggiovara per 62 giorni.
Cosa possa nascondere il destino dietro una tanto sconcertante coincidenza non è dato sapere. Ma una certezza concreta c’è: si è trattato per due volte, anche questa, di una mancata precedenza. Entrambe le volte Ermes percorreva via Uccivello, con diritto di precedenza, verso San Prospero. Ed entrambe le volte dalla sua sinistra, da via Canalazzo, un automezzo ha mancato la precedenza. Nel 2005 la Y10 di una ragazza, stavolta il Doblò di un giovane di Carpi. E anche questa sarà lunga: Ermes si è rotto tutto il costato a sinistra, la spalla, lo zigomo...
In entrambi i sinistri, per chiosare, è stato trasportato d'urgenza tramite l’elisoccorso del 118.
La sconcertante vicenda di Ermes, però, l’hanno vissuta in misura minore anche altri: non si contano gli incidenti per mancata precedenza in quel tratto, che rientra nel territorio comunale di San Prospero. Ma, sulla stessa via Canalazzo, anche all’incrocio con via Sparato (la provinciale della Cappelletta del Duca che va verso Cavezzo), in territorio medollese. È perciò evidente a tutti che c’è un problema di segnaletica. il cartello che su via Canalazzo avvisa dell’incrocio pericoloso non basta. Molti lo attraversano senza rendersene conto, senza avere capito che devono dare la precedenza, senza precauzione. È per questo che la famiglia di Bulgarelli ha presentato un esposto a San Prospero: «Perchè quello che è capitato a mio padre in questi 9 anni non capiti anche ad altri, perchè è ora di intervenire con nuove misure ed impedire che prima o poi ci scappi l’irreparabile. Vivere quello che è capitato a mio padre ha dell’assurdo», chiede il figlio Enrico, ringraziando il 118, la polizia stradale per il tempismo dei soccorsi e sopratutto Michele Goldoni, Michele Galantini e il fratello «per il tempismo per il soccorso immediato dopo l'incidente».
Insomma, quell’incrocio maledetto va riportato alla massima sicurezza. Staremo a vedere.
Alberto Setti
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