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Più famiglie senza un tetto «Dateci le seconde case»

di Serena Arbizzi
Più famiglie senza un tetto «Dateci le seconde case»

Trend in crescita, 775 domande in graduatoria e anche gli italiani chiedono aiuto L’assessore Depietri: «Gli alloggi sfitti costano di più, i proprietari si fidino di noi»

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Un trend crescente di richiesta di case popolari anche da parte della popolazione italiana, in aumento rispetto agli anni scorsi.

Questo il quadro dell’assessorato alle politiche sociali in questa estate 2014. Sono state 755, infatti, le richieste pervenute, di cui 370 italiane, di un alloggio. Dati al rialzo, sia per una crisi economica senza precedenti che ha svuotato le tasche delle famiglie, sia perché anche gli italiani non nascondono più il bisogno di aiuto dietro ad una vergogna.

«Per quanto riguarda gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, le domande in graduatoria sono 755, di cui 370 italiane e 385 straniere. Le assegnazioni effettuate da gennaio ad oggi sono invece 33, di cui 26 italiani e 7 stranieri - spiega l'assessore alle Politiche sociali Daniela Depietri - Il trend è in crescita sia per un dato economico che spinge a chiedere aiuto per soddisfare il bisogno della casa. Ma questa significativa componente è accompagnata dal fatto che, probabilmente, c’è meno timore rispetto al passato nel fare domande di questo tipo da parte degli italiani. Non c’è più una vergogna che spinge a nascondersi. C’è più un atteggiamento consapevole da parte di chi ha bisogno che induce le persone a chiedersi: cosa c’è di male se vengo a domandare aiuto?».

La crescente richiesta di alloggi spinge il Comune a fare leva sui proprietari di appartamenti vuoti o sfitti. Ad esempio, tramite il progetto “La casa nella rete”, lanciato ufficialmente nel 2011: si tratta di un’iniziativa che mette in rete Comune, Fondazione Cassa di Risparmio, associazioni di proprietari e locatari, allo scopo di creare una filiera abitativa, con al centro gli alloggi sfitti.

«Abbiamo bisogno di appartamenti - prosegue l’assessore - Credo che dobbiamo dare forza a un progetto valido come La casa nella rete. Va rilanciato con forza questo progetto che include un accordo tra amministrazione, proprietario e affittuario. I proprietari di seconde case libere diventano così partner nostri, dell’Unione Terre d'Argine e, grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, ci sono ancora fondi a disposizione che possono essere impiegati a beneficio di tale progetto. Soprattutto in questo momento in cui le seconde case costano, i proprietari devono fidarsi di noi. Siamo ottimi “paracaduti”, siamo pronti a redimere i conflitti, pronti a pagare laddove non arriva l'affittuario. Senza contare, poi, che un alloggio vuoto può arrivare a deteriorarsi più facilmente. Per questo abbiamo bisogno di rilanciare “La casa nella rete”, esprimendone bene i vantaggi, che sono molto interessanti per tutte le parti coinvolte», conclude Depietri.

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