Si fa picchiare per simulare la rapina, arrestata una colf
Fingendo il colpo in villa, una colf residente a Modena, insieme all’amico pure abitante in città, deruba di 50mila euro in orologi preziosi la famiglia per cui lavora nel Reggiano
Era stata trovata legata e imbavagliata. Con una costola rotta e il viso tumefatto. Vittima, a sua dire, di una brutale rapina. Ora, secondo le indagini dei carabinieri, quella che emerge è tutt’altra verità: la colf aveva inventato tutto per riuscire a “soffiare” al suo datore di lavoro un bottino da almeno 50mila euro di valore.
E’ questo, infatti, l’epilogo di quella che lo scorso primo agosto era sembrata a tutti una rapina in villa. Ai danni della residenza estiva di un facoltoso imprenditore di Reggio, sulle colline di Canossa.
Sono cinque le persone finite nei guai. Una è ancora in corso di identificazione.
Due di queste, sono state arrestate: si tratta di Alina Florina Loredana Serban, 27enne di origine rumena residente a Modena, ovvero la colf dell’imprenditore preso di mira e del connazionale 26enne, anche lui domiciliato nella vicina città estense, Mihai Vasile Iordache. Denunciati, invece, a piede libero tre fratelli anch’essi rumeni di 28, 29 e 24 anni di Modena: è nelle loro case che i carabinieri hanno trovato tutta la refurtiva. Ovvero, quella collezione di orologi di marca – circa una cinquantina marca Cartier, Girard Peregaux, Tissot – e gioielli che erano stati portati via dalla villa di via Petrarca.
Lo scorso primo agosto, verso le 8, era stato un vicino a chiamare i carabinieri e far scattare l’allarme rapina.
Aveva sentito le grida disperata della colf che, legata e imbavagliata era riusciti a portarsi sul balcone della villa e a chiedere aiuto.
Tutto faceva pensare a una rapina: sia il contesto che si erano trovati davanti i carabinieri di San Polo e Castelnovo Monti, sia quello che la giovane governante col viso insanguinato e i segni delle botte aveva iniziato a raccontare.
La donna era stata soccorso e medicata al pronto soccorso, dal quale era stata dimessa con una prognosi di 20 giorni per la frattura di una costola e le contusioni al volto.
Quando però era stato il momento di formalizzare la denuncia dell’accaduto, qualcosa nella sua testimonianza aveva iniziato scricchiolare. Piccolo incongruenze e contraddizioni che all’orecchio degli investigatori, avevano iniziato a stonare. Troppo. Al punto che le indagini si erano fatte più accurate. E si erano concentrate sulla donna, le sue frequentazioni.
«Quello che è emerso – ha spiegato ieri il colonnello Paolo Zito, comandante provinciale dei carabinieri – è che si trattava di una simulazione: la donna si era fatta picchiare dal compagno». Quindi in furto in grande stile. Secondo i carabinieri, in azione c’erano lei e due uomini: uno è il 26enne tratto in arresto, l’altro un connazionale ancora in corso di identificazione. «Quello che è emerso durante le indagini e che ci ha insospettito è stato anche il tentativo da parte della donna di pretendere denaro dall’imprenditore, a risarcimento della rapina che diceva di aver subito» ha sottolineato il comandante provinciale.
Le indagini dei carabinieri, inoltre, sono arrivate sin dove la preziosa refurtiva era stata stoccata in attesa di essere rivenduta: ovvero, nelle abitazioni di tre fratelli rumeni. «Degli insospettabili, perché privi di precedenti e con un lavoro» ha sottolineato il maresciallo Giovanni Tondo, comandante della stazione di San Polo. Tutti e tre sono stati denunciati.
Intanto ieri dopo due giorni in cella, la coppia è stata scarcerata(con obbligo di firma in caserma a Modena) al termine dell’udienza di convalida del fermo. Davanti al giudice i due rumeni hanno tenuto un atteggiamento diverso. La colf 27enne s’è avvalsa della facoltà di non rispondere. Invece il connazionale 26enne, ha negato su tutta la linea. Serban e Iordache sono accusati di furto aggravato in abitazione con l’aggravante dell’ingente danno economico (50mila euro in orologi di famose marche come Cartier, Girard, Peregaux, Tissot) e di aver commesso il fatto con l’abuso di relazioni domestiche.
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