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Quei fedelissimi dell’Oasi La Francesa a caccia di desideri

di Serena Arbizzi
Quei fedelissimi dell’Oasi La Francesa a caccia di desideri

Circa cinquecento carpigiani si sono dati appuntamento per ascoltare lezioni di astronomia e per ammirare le stelle

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CARPI. Molte famiglie, tanti bambini incuriositi dalle meraviglie dell’universo e diversi appassionati del magico mondo che ruota intorno alla Terra hanno partecipato, lunedì sera all’Oasi La Francesa, alla lezione di astronomia a cielo aperto, tenuta dal dottor Giovanni Casari, direttore dell’associazione Città delle Stelle. A contatto con la natura, in un luogo tenuto il più possibile incontaminato, a pochi chilometri dal centro urbano, circa 500 persone hanno potuto scoprire i segreti di stelle cadenti, meteoriti, pianeti e tutto quanto incuriosisce da sempre l’uomo. «Abbiamo potuto riscontrare un interesse generale notevole nei confronti della materia - spiega Giovanni Casari - I bambini mi hanno circondato, facendo un sacco di domande, a dimostrazione che il cielo non è qualcosa di irraggiungibile, così lontano, ma contemporaneamente, così vicino. E l’astronomia non è qualcosa di teorico. Soprattutto i più piccoli, sono stati incuriositi nel valutare la differenza di peso tra sassi e meteoriti, con la possibilità di prendere in mano questi “corpi”. Noi appassionati organizziamo spedizioni di ricerca di questi corpi celesti: una volta abbiamo ritrovato un meteorite nel fiume Po.

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L’abbiamo chiamato Fetonte, in onore a quel personaggio mitologico che volle guidare il carro del Sole pur non sapendolo fare, e rimase vittima di Giove che gli scagliò contro un fulmine. Fetonte cadde nel fiume Eridano, che era una volta il nome del Po. Altro dettaglio che ha scatenato la curiosità generale: le stelle cadenti. Primo, non sono stelle, e non sono neanche cadenti. È la Terra, che ruotando intorno al Sole, impatta corpi che attraversando l’atmosfera arrivano fino a noi. I bambini, poi, hanno potuto prendere in mano la polvere di stelle, che si può recuperare raschiando la polvere che si forma nella grondaia di casa propria. Un altro tema d’interesse, la presenza di tracce di un minerale raro come l’iridio, di cui ci sono tracce a Gubbio: tale minerale costituisce la prova evidente della caduta del meteorite che 65mila anni fa distrusse tutti i dinosauri. Si considera che tutto l’iridio sia di provenienza di meteoriti», conclude Casari.

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Inoltre, all’Oasi La Francesa si sono usati i telescopi per scrutare il cielo. E, siccome il dottor Casari un paio d’anni fa divenne celebre per avere “previsto” l’intensificarsi delle scosse, da soggetto indipendente con un sismografo posizionato proprio sull’epicentro del sisma che nel maggio 2012 colpì la Bassa, qualche partecipante gli ha domandato se ancora ora si ravvisi instabilità. «No, dal punto di vista dei terremoti siamo tranquilli, non ci sono tracciati che facciano presagire scosse importanti» precisa Casari. Grande soddisfazione anche da parte dei tanti volontari dell’Oasi: «Sono venute tante famiglie e la serata è stata godibile” afferma Franco Losi.

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