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“andar per sentieri”. quinta tappa

Esperia, il giardino del mondo ai piedi del Cimone

di Andrea Ghiaroni
Esperia, il giardino del mondo ai piedi del Cimone

SESTOLA. I “messaggi silenziosi” della natura incantano tutti coloro che vi fanno visita, essendo collocato in un'interessante faggeta, attraversata da sentieri e piccoli corsi d'acqua. Situato a 1.50...

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SESTOLA. I “messaggi silenziosi” della natura incantano tutti coloro che vi fanno visita, essendo collocato in un'interessante faggeta, attraversata da sentieri e piccoli corsi d'acqua. Situato a 1.500 metri d'altitudine su un'area di due ettari messa a disposizione dal Comune ai piedi del Cimone in località Passo del Lupo (a breve distanza dal Lago della Ninfa), il Giardino Botanico Alpino Cai “Esperia” ospita in 32 aiuole oltre 200 tra le più significative specie della flora tipica dell'orizzonte appenninico, alpino, subalpino e delle catene montuose dell'Asia nei diversi habitat naturali: dalla flora palustre e degli ambienti umidi, alle specie tipiche dei prato-pascoli, a quelle delle rupi e degli sfasciumi. Il nome “Esperia” deriva dalla mitologia greca, con riferimento al Giardino degli Dei in cui cresceva l'Albero dei Pomi d'Oro, i frutti dell'immortalità. Per raggiungerlo si consiglia di percorrere il Segnavia Cai 459, che, partendo da Montecreto, attraversa i folti boschi del versante settentrionale del Monte Cimone in ambiente solitario e suggestivo. Il 459 parte dai pressi del campo sportivo del paese poco prima della seggiovia “Le Macchiarelle” (979 m.) e si sviluppa a est di una strada serrata, l'attraversa per due volte fino a giungere al cosiddetto “Pino Solitario” (1168 m.); continua per la panoramica cresta del Monte Rondinara (1325 m.) incombente su Roncoscaglia e si unisce al Segnavia Cai 457 proveniente da quest'ultima località; continua, poi, in mezzo al bosco attraversa i vasti pianori prativi a oriente del Monte Cervarola (1623 m.) e scende fino ad un curioso faggio con marcate protuberanze tipicamente femminee. Lasciato sulla sinistra il 457 che, costeggiando una recinzione metallica, cala lungo un incavato fosso prima e strada sterrata poi in direzione di Passo Serre, per praterie e di nuovo nel bosco ceduo di faggio, scende alla strada asfaltata Sestola-Passo del Lupo in corrispondenza di un ampio parcheggio: da qui si dirama in destra il Segnavia 461 per Serra Golara (1295 m.) e Montecreto; seguendo le evidenti segnalazioni procede alcune centinaia di metri in discesa lungo una stradetta asfaltata fino al Giardino Botanico Alpino “Esperia” (gestito dal Cai di Modena). Le attività principali sono la protezione della flora autoctona e la coltivazione di specie rare, soprattutto quelle a rischio di estinzione nel nostro territorio, che necessitano di essere salvaguardate. Lungo i cinque diversi sentieri, che si snodano al suo interno tra bosco, prateria, torbiera e laghetto, si incontra la vegetazione spontanea, segnalata dai cartellini botanici, indicanti le caratteristiche delle specie presenti e con la presenza di panchine e posti di sosta. Nella radura, nel cuore del Giardino, le roccere calcaree e silicee ospitano sia specie autoctone, che specie montane alloctone, provenienti non solo dalle Alpi ma anche dall'Himalaya, dalle Montagne Rocciose, dalla Siberia e dal Giappone. Esplorando le aiuole del prato, dove volteggiano le farfalle, numerose sono le piante medicinali e alimentari che si possono scoprire e mettere a confronto con le specie velenose. Fra le aiuole sono coltivate anche piante officinali, ereditate dal precedente Centro Erboristico Sperimentale. Notevoli sono le piante rare e quelle protette, che qui trovano un luogo adatto al loro sviluppo, tra cui genziane, orchidee e due specie carnivore, di cui una vive nel laghetto, assieme alle splendide libellule e i curiosi tritoni.

Il Giardino è visitabile anche da disabili e non vedenti: le aiuole sono state, così, tabellate con cartelli anche in “braille” disposti davanti ad ogni pianta che riportano il nome della specie, le sue caratteristiche e il colore dei fiori.

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