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Estate all’insegna del saccheggio sacrilego

Estate all’insegna del saccheggio sacrilego

Dal tentato colpo alla Pomposa alle corone a San Faustino e a Formigine. Le razzie in montagna

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Luglio è stato il mese nero per le nostre chiese, tanto in città quanto in provincia, ma il trend prosegue anche in agosto.

Va subito ricordato il colpo fallito alla chiesa di Santa Maria della Pomposa: i ladri, giovani e con uno zainetto, erano riusciti a smontare, anzi a spostare la tela più grande e a sfilare dal di sotto la tavola cinquecentesca della Madonna della Scala. Un pezzo storico e catalogato: la Madonna della scala era venerata ed esposta nel chiostro del monastero di San Paolo e la monache celebravano una festa molto sentita. Quando fu soppresso il monastero di San Paolo l’ultima badessa affidò alla Confraternita di San Sebastiano, che gestisce questa chiesa alla Pomposa dalla fine del Settecento, con la promessa di esporla. Il furto venne sventato dal responsabile della chiesa, che sentendo dei rumori colse i due durante il colpo mettendoli in fuga.

Poi è stata la volta delle corone: ovvero il colpo nella chiesa di San Faustino a Modena e quello simile avvenuto a Formigine due settimane prima. Qui sparirono due corone, quelle dell'altorilievo della Immacolata Concezione, nella chiesa del Conventino, e della statua di Maria Regina del Carmelo esposta alla venerazione dei fedeli nella parrocchiale tutto il mese di luglio a cura della confraternita della Madonna del Carmine. I malviventi si sono impossessati dei diademi, realizzati con lamina di lega d'argento. E anche in questo caso un duro colpo per la comunità formiginese. A Modena due balordi portarono via le corone sul capo della statua della Vergine del Rosario e del Bambino Gesù collocate accanto al fonte battesimale. Due corone in argento stampato e cesellato e gemme vitree, risalenti agli anni 1850-1874, di bottega modenese. Forse i due ladri sono stati abbagliati dai vetri colorati, scambiandoli per pietre preziose, ma le corone invece hanno un valore di poche decine d’euro.

Tornando in provincia, a metà luglio, i ladri hanno visitato la chiesa di Costrignano di Palagano: sparirono innumerevoli oggetti tra cui candelabri, una culla antica, il quadro porta reliquia di Santa Margherita. «Si tratta di un duro colpo per la nostra chiesa - ha commentato il parroco don Carlo Bertacchini - soprattutto per quanto riguarda la reliquia che oltre ad avere un valore economico intrinseco, ha anche un valore di culto per i fedeli che frequentano questo edificio sacro». E ancora: due furti a Spezzano di Fiorano: nel santuario della Beata Vergine del Sagrato rubati due quadretti ex voto e nella chiesa di Spezzano in via Ghiarella portato via un calice d’argento. L’altro giorno è toccato al santuario della Madonna del Calvario, in territorio di Frassinoro: i ladri sono entrati in chiesa sfondando il massiccio portone di legno a mazzate o con un piede di porco e hanno portato via un crocifisso di legno dorato dell’epoca barocca del santuario; poi hanno preso una statua della Madonna Addolorata che avrà una ventina d’anni, quindi recente, e quadri e fotografie di santi che erano appesi alle pareti.

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