Ferragosto, divise estive bloccate
Ritardi, capi in meno, misure sbagliate: a Modena già consegnate ma rimangono negli armadietti
È ormai Ferragosto e le nuove divise estive della Volante a Modena giacciono dentro agli armadietti, inspiegabilmente stoccate, in stand by. Anche il look evidentemente crea problemi in via Palatucci. Mentre in tutta Italia i media hanno riportato foto di poliziotti che sfilano, di aitanti neo modelli in posa accanto alle Pantere mentre sfoggiano il berrettino stile baseball e la bella polo aderente su pantalone taglio moderno, fresco e sportivo, i nostri poliziotti mugugnano, se ne vanno in giro dentro le auto, quasi nascondendo le loro vecchie divise estive il più delle volte rammendate e lise. Per fortuna che sinora non è stata un’estate bollente, che la pioggia ha caratterizzato luglio trasformandolo in un precoce settembre e agosto è ancora ballerino, indeciso tra forno e frigo. Ma al di là delle stranezze meteo, tanti agenti si chiedono quali “stranezze” ci siano dietro a questo blocco tutto modenese delle divise operative estive.
Dell’agognato cambio si era iniziato a parlare dal 10 luglio, quella anzi doveva essere la data per il rinnovamento e della rottamazione del vecchio look. E infatti in luglio ecco che arriva lo stock delle nuove divise operative al “V.e.c.a.” della polizia di Stato (acronimo di vestiario, equipaggiamento, casermaggio, armamento), o più comunemente conosciuto come il deposito, il magazzino, gestito da personale della polizia, che rifornisce di articoli le varie questure in regione. Ora c’è chi dice che il responsabile del magazzino fosse in ferie e per questo si è andati a rilento, chi ancora dice che il numero per i “ragazzi” di Modena fosse sbagliato, che non ce ne fossero a sufficienza per tutti, ecco che si arriva “tranquillamente” al 30 luglio. Le divise vengono consegnate. Tutto finito? Si può finalmente affrontare l’estate a fronte e berretto da baseball alti? No, mancano alcuni “ritocchi”: una misura che non va bene, qualche cinturone sbagliato. Poi finalmente arriva tutto e ce n’è per tutti: le nuove divise operative, già distribuite, sono ancora nell’armadietto. E siamo a Ferragosto. Tutto tace. Ferie dei dirigenti, sfortunati impedimenti, dimenticanze, chissà... Intanto i poliziotti attendono e già stanno visionando in internet quella invernale, con il bomberino all’americana. Forse la indosseranno nel novembre 2015.
«Per fare capire la mancanza di capi di vestiario e di scarpe nella quale si trova oggi la polizia anche a Modena, posso fare il mio esempio. Durante una rivolta al Cie mi hanno rovinato un giubbotto. Ora ne ho uno usato di un collega che è anche due taglie più grande. Tanti colleghi hanno solo un cambio per l’inverno e per l’estate. Bene, quando portano in lavanderia i pantaloni estivi, mettono quelli invernali. Con trenta gradi...».
Questo era Bruno Fontana, agente della Questura di Modena e sindacalista del Siulp, che spiegava il grave disagio dei colleghi per quanto riguarda elementi di prima necessità per il lavoro come abiti, scarpe e persino i caschi. Una dichiarazione rilasciata alla Gazzetta circa un mese e mezzo fa.
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