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furto del guercino

«Mi auguro che non la taglino»

«Mi auguro che non la taglino»

La preoccupazione della Soprintendenza: «Costi elevati per proteggere le opere»

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«Ora speriamo che almeno non commettano la follia di tagliare quella tela... Sono molto amareggiato, proprio domenica scorsa, casualmente, una funzionaria della Soprintendenza ha visto l’opera nuovamente al suo posto nella chiesa reduce dalla trasferta di Venaria Reale e in perfette condizioni.... Mi hanno detto che potrebbero averla sottratta domenica notte».

Incredulo il Soprintendente, Stefano Casciu nel commentare la notizia che lo ha sconvolto. «A quanto pare l’opera sarebbe tirata fuori dalla chiesa con tanto telaio - prosegue - Non riesco a capacitarmi, di come sia possibile che a notte fonda, ignoti possano uscire con un quadro di quelle dimensioni, in pieno centro a Modena per caricarlo su un camion, senza che nessuno trovi la cosa strana... Ora come dicevo spero solo che ora non vanga tagliato , anche perchè neppure a pezzi potrebbe essere venduto è troppo noto». E alle accuse di Sgarbi, sulla mancata vigilanza, replica una sua funzionaria. «E' un momento drammatico. - spiega - Siamo impegnati con il Nucleo Tutela patrimonio storico e artistico dei carabinieri e non possiamo parlare molto. Ma è chiaro che ci sono problemi enormi di economia e di risorse per tutelare l'immenso patrimonio artistico del nostro territorio. Magari avessimo le risorse per mettere l'allarme ovunque». Dicendo di parlare anche a nome del Soprintendente, Stefano Casciu, prosegue: «Il nostro compito principale è la tutela dei beni. Non sempre i nostri suggerimenti vengono seguiti. Posso dire che il Guercino in questione era in una parrocchia e dunque in custodia alla Curia. Non c'era allarme, ed è buona norma che in assenza di allarme i luoghi di custodia siano chiusi. La parrocchia era chiusa, in effetti. Purtroppo i malviventi sono più veloci di noi e sono capaci di tutto. Ma ripeto, mettere sotto tutela tutte le opere d'arte presenti è un compito al di sopra delle nostre possibilità economiche».

Il presidente degli antiquari modenesi Pietro Cantore: «Sono incredulo: possibile non ci sia un allarme? - dice - è una delle opere simbolo per gli addetti ai lavori ».

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