San Vincenzo, luogo amato per il Pantheon degli Estensi
La chiesa di San Vincenzo, anche se di fatto aperta solo la domenica, è una delle più amate dai modenesi: è uno dei pilastri della nostra memoria locale. Non a caso è chiamata il Pantheon degli...
La chiesa di San Vincenzo, anche se di fatto aperta solo la domenica, è una delle più amate dai modenesi: è uno dei pilastri della nostra memoria locale. Non a caso è chiamata il Pantheon degli Estensi perché dal Seicento raccoglie spoglie e memorie della casa ducale e soprattutto perché il duca Francesco IV agli inizi dell’Ottocento fece progettare all’architetto Vandelli una Cappella funebre ottagonale che oggi raccoglie, disposte su tre ordini, le tombe della casa estense. È quindi un luogo di devozione e di importanti ricordi storici per i modenesi. Per questo è ancora molto frequentata, quando è aperta per occasioni religiose e anche artistiche (ha ospitato concerti e mostre). La chiesa fu costruita agli inizi del Seicento dall’ordine dei Chierici regolari Teatini e contiene numerose opere d’arte, delle quali la tela del Guercino era la più conosciuta. Gli importanti affreschi di fine Seicento dipinti da Sigismondo Di Caula sono andati in parte perduti dopo un bombardamento nel 1944, in piena guerra, che distrusse l’abside e altre parti, in seguito ricostruite.
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