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furto del guercino

Tutte le vie della tela che “scotta”

Dal furto su commissione al colpo grosso: come piazzare l’opera celebre rubata

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Come nasce il furto di una tela di grandi dimensioni di un pittore tra i più noti? Chi la compera e per quali canali? Sono questi i principali interrogativi degli investigatori e sono anche la maggior curiosità che resta attorno al destino della tela del Guercino. Il mondo delle investigazioni per la tutela del patrimonio artistico nazionale coinvolgono molti esperti e di vario tipi. Da noi consultati - volendo restare anonimi per la delicatezza del loro lavoro - segnalano che da subito l’aspetto determinante del furto riguarda la sua origine. Se il furto è compiuto su commissione -come si sospetta per questo caso - i ladri hanno agito con istruzioni precise da parte di un committente più o meno nell’ombra con il quale anno già pattuito un prezzo per la consegna dell’opera. Ma se l’opera è invece rubata senza un accordo preventivo la trafila per “piazzarla” sul mercato della ricettazione d’arte diventa lunga e complicata. Il caso più semplice: la banda sa che nella chiesa c’è un Guercino autentico, inserito in tutti i cataloghi, e decide di rubarlo. In questo caso la banda prepara il colpo sapendo che non c’è un cliente e quindi si accolla tutto il rischio successivo. Gli investigatori sanno infatti che un requisito per vendere sul mercato illegale l’opera è di avere pazienza. Bisogna spettare. Anche per anni. Intanto bisogna cercare un canale di ricettazione e, se si trovano possibili acquirenti, far trattare sul prezzo. Una grossa fetta spetterà al mediatore. Infine, c’è il furto occasionale: i ladri entrano in chiesa e prendono un quadro scoprendo che è di valore. Possono cercare di venderlo prendendo poco o niente (è un quadro che “scotta”) o abbandonarlo. La destinazione di un’opera del genere di solito è l’estero. L’acquirente è un conneisseur di vario genere: può essere interessato all’arte italiana, al Seicento, al Guercino o al soggetto. Tutti elementi che gli investigatori della polizia o del Comando Tutela Patrimonio Culturale dei carabinieri prendono in esame avviando ricerche via Interpol che non hanno limite di tempo: ieri i carabinieri del Tpc hanno restituito a Caserta un quadro rubato nel 1943.

Carlo Gregori

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