Caccia al basista dell’operazione
Qualcuno potrebbe aver informato dell’assenza di antifurto e allarmi in chiesa
Due i passaggi obbligati per cominciare le indagini. Il primo: chi può avere interesse a rubare, con un grande sforzo organizzativo e in perfetta clandestinità, un’opera quasi invendibile e non ricettabile? Quale può essere il concambio per un’eventuale restituzione?
Secondo: chi è il basista, l’infiltrato che sapeva alla perfezione che l’opera non era protetta da nessun sistema di allarme e che ha messo la gang in condizione di andare a colpo sicuro, sul velluto?
Partiamo dal secondo punto, perchè portando fuori da Modena dopo quasi quattro secoli dal momento in cui fu montato, il dipinto del Guercino, ecco che la tela ha avuto una ribalta mondiale. Sicuramente la mostra di Torino, da cui era rientrato da poche settimane, è stata una formidabile vetrina e molte sono state le persone coinvolte nell’organizzazione del viaggio tra andata e ritorno. I professionisti sono sempre pronti a infilarsi come appassionati o volenterosi e cercare di avere informazioni preziose. Niente di nuovo.
Altra questione è quella del cui prodest, del vantaggio da portare a casa. Denaro per vendita o riscatto? Difficile ma non impossibile nel mercato dei nuovi ricchi, mafiosi o narcotrafficanti, speculatori del petrolio oppure oligarchi dell’Est, che con i soldi a pacchi comprano castelli e yacht. Per loro il piacere di avere un oggetto unico al mondo vale sempre il prezzo. Ma se, come accadde con Felice Maniero per il furto del dipinto di Velasquez alla Galleria Estense a metà anni ’90, fosse un segnale della malavita organizzata per ottenere favori nelle indagini? Insomma un ricatto allo Stato? Ipotesi, ancora ipotesi, nell’immediatezza del furto.
«Successe così solo con la Natività del Caravaggio, portata via da una chiesa palermitana nel 1969». Lo storico dell'arte Claudio Strinati, un lungo passato come soprintendente al polo museale speciale di Roma, non riesce a darsi una spiegazione. Un furto di una pala d'altare in una chiesa è di una rarità assoluta, succede una volta ogni vent'anni».
Intanto gli appassionati del Guercino resteranno senza un capolavoro. Il dipinto rubato a Modena avrebbe dovuto andare in Giappone l’anno prossimo per una mostra. (s.c.)
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