L’esercito dei cacciatori aiuta la Protezione Civile
Contribuiranno a monitorare e censire il numero di nutrie, volpi, tassi e istrici Segnalazioni alla Provincia per prevenire rischi negli argini dei fiumi
CAVEZZO. Sono oltre 1600 i cacciatori che fanno parte dell’Ambito Territoriale Caccia, impegnati nell’aiutare la Protezione Civile in un’operazione di monitoraggio di animali quali volpi, nutrie, tassi e istrici, ritenuti tra i responsabile dell’alluvione che lo scorso gennaio ha colpito la nostra provincia. Entro il 28 di ogni mese i dati raccolti dal gruppo di monitoraggio su tutto il territorio vengono inviati alla Provincia che, a sua volta, li gira agli enti superiori. Sono tre gli Atc in provincia di Modena: uno per l’alta montagna, un secondo per una parte di pianura come Bastiglia e Nonantola, e una parte di Appennino, il terzo, Modena 1, copre i comuni di Carpi, Novi, Cavezzo, Concordia, San Possidonio, Finale, San Felice, Ravarino, San Prospero, Camposanto, Bomporto, Mirandola, Medolla. L’idea di mettere i cacciatori che fanno parte degli Atc a disposizione della Protezione Civile è di Stefano Gasperi, presidente dell’Atc Modena 1. Gli animali verranno prima censiti poi si deciderà se abbatterli. Le settimane scorse i membri dell’Ambito Territoriale Caccia si sono incontrati a Villa Giardino, per fare il punto su alcuni aspetti tecnici con cui procedere ai sopralluoghi. «Alla fine del mese mandiamo i dati, sotto forma di report, alla Protezione Civile centrale – spiega Gasperi – I cacciatori impegnati nel monitoraggio di animali hanno seguito una preparazione specifica nell’ambito della prevenzione dei fenomeni alluvionali. I cacciatori valutano dunque quante tane di volpi, nutrie, tassi, istrici. Anche quest’ultimo animale trova infatti un habitat favorevole sul nostro territorio. Per diventare maggiormente operativi nello svolgimento di questo servizio, abbiamo costruito un sistema rete con i responsabili dei vari Comuni e proporremo alla Protezione Civile di farlo anche in novembre, perché è il momento più critico, in cui questi animali vanno a cercare le tane per passare l’inverno. Ce ne sono alcune, inattive, infatti, in cui l’animale oggi non è presente, ma dove verrà a novembre», conclude Gasperi. Ma come si muove operativamente l’Atc? «In base alle segnalazioni si fa un sopralluogo dall’agricoltore che ne fa richiesta – prosegue Franco Vaccari, coordinatore Atc di Concordia – Ogni distretto è suddiviso in sub unità, chiamate aree di lavoro alle quali sono associati gruppi di cacciatori, che identificano un responsabile di coordinamento. I cacciatori, prima di ogni uscita devono attivare l’intervento mediante un portale vocale in dotazione presso la Provincia e, allo stesso modo, concluso l’intervento. Sulla base di questi dati verrà redatta annualmente la tabella di servizio di ogni coadiutore che riporterà il numero delle prestazioni effettuate. Ad ogni prestazione sarà attribuito un punteggio che servirà per l’attribuzione dei rimborsi economici». L’importanza del lavoro svolto dai cacciatori viene sottolineato anche da Maurizio Lodi, che ha rimarcato come «l’Atc indicherà le tane e di quali animali si tratta per ogni monitoraggio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
