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L’incontro con i commercianti: «Ci serve una programmazione sulle nuove esigenze»

Dallo studio di posizionamento turistico commissionato dalla Regione Emilia Romagna allo studio Jfc emerge la descrizione di una Serramazzoni turistica con luci e ombre. Stando alla ricerca infatti...

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Dallo studio di posizionamento turistico commissionato dalla Regione Emilia Romagna allo studio Jfc emerge la descrizione di una Serramazzoni turistica con luci e ombre. Stando alla ricerca infatti il Comune appenninico si presenta al turista con un'offerta variegata e poco specifica; insomma nessuno o quasi che pensi ad esempio a un'offerta ad hoc per la famiglia, con attività e strutture pensate per chi ha dei bambini, o alle tre generazioni (bambini, genitori, nonni). Allo stesso modo sono pochi quelli che fanno i conti con un turista che negli anni è cambiato. Oggi si ferma solo uno o due giorni e ai più tradizionali alberghi e hotel preferisce bed & breakfast, agriturismi, alberghi diffusi, affittacamere certificati; ma soprattutto vuole essere parte attiva dell'offerta turistica; insomma vuole fare, cerca esperienze. «Quello che ci serve - ha spiegato il sindaco di Serramazzoni, Roberto Rubbiani, intervenendo mercoledì sera a un primo incontro con associazioni e operatori del settore, insieme ai tecnici comunali - è un nuovo assetto, che modifichi il modo in cui fino ad oggi ci siamo relazionati con il turismo. Dobbiamo individuare quello che sul territorio è più appetibile e creare dei pacchetti d'interesse, facendo rete con le associazioni culturali, quelle sportive, le attività commerciali e tutti gli attori del settore». Pacchetti ipotizzati potrebbero quindi essere quelli per le famiglie, oppure, com'ha spiegato l'assessore al turismo Maria Chiara Venturelli, «considerando che Serramazzoni è sede di una scuola di parapendio, un pacchetto volo in sinergia con l'aeroporto di Pavullo, per un turista di nicchia ma facoltoso. Oppure un pacchetto enogastronomico che coinvolga le cantine della zona, visto che Serramazzoni è capofila del progetto per un marchio dei vini dei Colli modenesi». Insomma, le idee sono tante e l’amministrazione mostra uno spirito costruttivo premessa alla realizzazione di iniziative che possono risollevare le sorti del turismo nella zona. (an.min.)

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