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Tracciabilità rifiuti, un flop chiamato Sistri

Indagine Cna tra 1700 imprese. Il sistema viene bocciato e gli operatori sono preoccupati per il futuro

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Un altro flop made in Italy. Un'altra manovra legislativa dello Stato che anche quando si impegna non è in grado di soddisfare i cittadini. Questa volta è toccato al nuovo sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SIstri): introdotto nella manovra finanziaria del 2007, ma istituito solo nel 2009, sin dalla prima giornata di sperimentazioni nel maggio 2011,non si è dimostrato efficace; e piuttosto che impegnarsi per migliorarlo, ne è stato ridotto l'ambito di applicazione obbligatoria, escludendo i produttori di rifiuti speciali non pericolosi e di rifiuti speciali pericolosi con meno di 10 dipendenti.

Ma, ad oggi, il Sistri è un sistema efficace per le imprese? È quello che ha chiesto il Cna a 1700 imprese (di cui molte modenesi) soggette al sistema di controllo: il voto medio in una scala da 1 a 10, è stato: 2.

Un fallimento su tutta la linea. La funzionalità dei dispositivi e dei software incassa un voto medio di 2,3; la gestione delle procedure, 2,2; chiarezza e applicabilità normativa, 2. La frustrazione degli imprenditori viene accentuata anche dall'inadeguatezza del sistema di “customer care” (giudicato invece positivamente dalla commissione di collaudo del Sistri). Oltre a non fornire alcun vantaggio, il Sistema è anche costoso: quasi tutte le aziende hanno registrato oneri finanziari, in alcuni superiori ai 10mila euro con punte di 50mila. Come stupirsi se chi ha potuto liberarsene sia tornato al sistema cartaceo? Ma anche queste aziende subiscono le conseguenze dell'applicazione su tutto il sistema e circa la metà di queste ha riscontrato aumenti dei prezzi nel trasporto dei rifiuti o difficoltà procedurali. Questo sistema viene anche giudicato non in grado di garantire la legalità della gestione dei rifiuti e la tutela dell'ambiente favorendo la criminalità organizzata. Nonostante questo, gli imprenditori (82,2%) ritengono essenziale la tracciabilità dei rifiuti, peraltro impostaci dalla normativa europea.

Questo quadro si aggrava ancora di più se si pensa che dal 1 Gennaio 2015 verrà soppresso il vecchio sistema cartaceo di gestione dei rifiuti e il sistri rimarrà l'unico strumento per la tracciabilità dei rifiuti pericolosi, un sistema di difficile utilizzazione e addirittura malfunzionante, che non saprà fare altro che distruggere il territorio e favorire le eco-mafie: davvero vogliamo questo? (da.bet.)

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