Gazzetta di Modena

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FURTO IN SAN VINCENZO

«È probabile che il Guercino sia ancora qui in Italia»

di Stefano Totaro
«È probabile che il Guercino sia ancora qui in Italia»

Il colonnello Cortellessa, vicecapo dei carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale: «Sono ottimista Le organizzazioni esperte in furti su commissione hanno sempre anelli deboli»

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«Forse sarò ottimista, come lo è la maggior parte di italiani, ma a mio avviso la tela del Guercino è ancora in Italia, non è stata trafugata. Ovviamente abbiamo azionato tutte le misure e avviato i controlli per verificare l’eventuale passaggio all’estero del’opera, ma non pensiamo che sia già scappata dall’Italia. Ma ogni ipotesi è ancora aperta. Un furto su commissione? Non lo escludiamo, l’esperienza ci dice che quasi sempre sono furti su commissione quando l’obiettivo sono opere di grande livello nazionale e mondiale. Dietro ai furti su commissione ci sono organizzazioni che operano in questo campo, ma tutte le organizzazioni, e questo lo constatiamo col nostro lavoro, hanno dei punti deboli, degli anelli poco saldi nelle loro strutture».

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Così da Roma il colonnello Luigi Cortellessa, vicecomandante del Comando carabinieri tutela patrimonio culturale, raggiunto telefonicamente ieri pomeriggio, mentre i suoi colleghi del nucleo bolognese erano sul campo nella nostra città per svolgere le indagini sul caso Guercino.

Nelle affermazioni del numero due del settore si intuisce una certa speranza se non fiducia in un proseguo delle indagini a lieto fine: «Noi siamo venuti a supporto, fornendo tutta la nostra esperienza specifica trovando già un team sul posto che è intervenuto ad altissimo livello. Le forze dell’ordine locali si sono subito prodigate con estrema accuratezza e professionalità sotto l’egida della procura di Modena.

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Ma chi sono dunque questi 007 delle opere d’arte, come si diventa specialisti nel recupero di capolavori? «Basti pensare che ci sono corsi di specializzazione, equiparati a livello di master, in concorso con l’Università Roma Tre, a cui partecipano persone con lauree specifiche, in storia dell’arte, archeologia e quant’altro. Quindi possiamo affiancare il lavoro di militari e di giovani esperti universitari».

In effetti il compito degli carabinieri del comando tutela è quello di indagare, di svolgere indagini di polizia giudiziaria, contrastando tutte le violazioni di legge in materia di patrimonio culturali. In particolare: scavi clandestini presso siti archeologici; furti e ricettazioni di opere d'arte e relativo commercio illegale; danneggiamenti in danno di monumenti ed aree archeologiche; esportazioni illegali di beni culturali; falsificazioni di oggetti d'antichità e di altre opere di pittura, grafica, scultura; operazioni di riciclaggio condotte tramite il reinvestimento dei proventi dei traffici illeciti di beni culturali; reati in danno del paesaggio; controlli e rilevazione in occasione di mostre, fiere, aste sia in Italia che all'estero nonché nei confronti di antiquari, rigattieri, restauratori e mercanti d'arte.

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Fiore all’occhiello del Comando tutela è l’archivio, o meglio il data base che è il più grande ed aggiornato al mondo, Una banca dati creata 34 anni fa in cui sono inserite tutte le informazioni descrittive e fotografiche relative ai beni culturali da ricercare, che pervengono dai reparti territoriali dell'Arma, dalle altre forze di polizia, dalle soprintendenze, dagli uffici doganali e da Interpol per i beni all'estero. Inoltre il personale addetto può accedere al sistema informativo della Cei relativo al patrimonio culturale ecclesiastico. Super banca dati e controlli, ma questo Guercino lasciato così solo, senza allarme, senza alcuna protezione?

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«Vorrei rispondere con alcuni dati - spiega il colonnello Cotellessa - solo nel 2013 in furti nelle chiese e di opere d’arte sono calati del trenta per cento. Dal primo gennaio di quest’anno ad oggi abbiamo effettuato 416 controlli e sopralluoghi in musei, chiese, biblioteche e archivi, 1187 verifiche e sopralluoghi nelle aree archeologiche e altro ancora. L’opera di prevenzione porta i suoi frutti. D’altra parte un’opera d’arte non può essere nascosta, deve essere resa fruibile a tutti, non è pensabile il mettere i lucchetti alle chiese. Bisogna trovare una armonia tra l’opera di prevenzione e quella di repressione».

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