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REGISTRO UNIONI CIVILI

Chiesa, don Cavani perplesso: serve una riflessione organica

La proposta di Sinistra Ecologia e Libertà, così come l’analoga iniziativa precursore della Querzé, potrebbero non avere vita facile. Perplessità nella chiesa e in parte del Pd. SONDAGGIO: Favorevole o contrario al registro unioni civili?

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La proposta di Sinistra Ecologia e Libertà, così come l’analoga iniziativa precursore della Querzé, potrebbero non avere vita facile. Anche all’interno dello stesso centrosinistra, infatti, non tutti sembrano essere d’accordo. Carmelo De Lillo, ad esempio, pur dichiarandosi aperto al dialogo non sembra gradire. «Sono temi talmente grandi – si riferisce sia al riconoscimento dei matrimoni omosessuali che al dibattito sulla fecondazione eterologa – che penso che chi li agita sia più intenzionato a cavalcare un’ideologia e a dividere che a raggiungere risultati concreti. Perché sanno che Modena è un osservatorio troppo piccolo per questi argomenti». Premesso ciò, il consigliere si augura che, come promesso da Trande, sul tema si discuta e si arrivi a stabilire una linea il più condivisa possibile. «Quando ho aderito al Pd, sapevo di entrare in un partito dalla doppia anima. Cercherò di motivare le mie posizioni». Che la sua posizione sia diversa da quella di Sel, si capisce anche dalle battute finali. «In questo momento ritengo che l’Amministrazione debba concentrarsi su tematiche più urgenti e più strettamente di sua competenza. In realtà, non mi sembrano priorità». Sulle competenze torna anche Andrea Galli, capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale. «Questo – spiega - è un passaggio dove Regioni e Comuni hanno competenza nulla. Mi sembra un dibattito che serve solo a riempire le pagine dei giornali». Il caso francese, così come quello spagnolo, avrebbe dimostrato, secondo Galli, che i numeri di quanti vengono effettivamente coinvolti da tali pratiche sono piuttosto limitati. «Questo dibattito, in realtà riguarda solo poche persone. Credo che oggi la legge preveda già moltissimi elementi per tutelare le coppie omosessuali». Insomma, «è un dibattito di principio ma di poca rispondenza reale». Anche se, aggiunge, «leggeremo la mozione. Certamente Forza Italia è improntata al massimo rispetto delle coscienze individuali». Pure Don Matteo Cavani, teologo, sembra bollare la proposta come un’iniziativa simbolica. Quasi una «provocazione», rispondente ad «un problema che comunque occorre porsi, ma costruendo un ragionamento più ampio. Ho l’impressione che questi strappi non aiutino a costruire un quadro comune». Meglio, piuttosto, avviare una riflessione più organica sulla tematica. C’è però anche chi, queste proposte, sembra sposarle appieno. Su tutti, il Movimento 5 Stelle, che annuncia fin da ora l’appoggio alla mozione presentata da “Per Me Modena”. «Riteniamo necessario che – a partire dal livello comunale – si propongano orientamenti legislativi volti alla garanzia e al riconoscimento dei diritti delle persone e all’omogeneità degli stessi tra persone eterosessuali e omosessuali».

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