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FURTO DEL GUERCINO

Don Gianni: «Vincerà il bene»

Don Gianni: «Vincerà il bene»

Così il parroco nell’omelia in San Vincenzo. Il sagrestano, l’allarme, l’impegno

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«Io proteggo tutti i tesori della chiesa di San Biagio e della chiesa di San Vincenzo senza prendere un soldo, il modo in cui gestisco e ho gestito le varie sistemazioni mi deve almeno essere riconosciuto, poi se ci sono eventi di questo tipo, che possono sfuggire, imprevedibili, allora è un altro discorso». Don Gianni Gherardi, più di 80 anni davvero ben portati nonostante gli acciacchi: sono le 12 passate ed è nel suo ufficio accanto alla sagrestia, quella sagrestia dove ora si radunano i fedeli durante le messe nei giorni feriali. Quella sagrestia dove un ladro si è introdotto solo qualche mese fa riuscendo a rubare un prezioso orologio a pendolo costruito dal famoso artigiano orologiaio modenese. E ancora quella sagrestia dove il parroco è stato affrontato da un malvivente che gli ha puntato addosso un coltellaccio con lama da trenta centimetri per rapinarlo del portafoglio. Prima di raccontare le sue “nuove” giornate post furto, risponde all’ennesima telefonata. «Le ho contate, siamo già a ottanta». Forze dell’ordine, “colleghi”, parrocchiani, fedeli. «Anche ieri, Ferragosto, è arrivata la sovrintendenza con i carabinieri a vedere e rivedere ciò che era già stato visto più volte - spiega don Gianni - Sono state dette e riportate tante cose, la maggior parte veritiere altre molto meno. Presto metterò anche io qualche puntino sulle i, ma ora non è il momento». E il discorso scivola sul fatto che sono anni che la chiesa di San Biagio, danneggiata dal terremoto, si trova in stand by a causa del blocco di finanziamenti, del fatto che per questo lui è dovuto migrare alla domenica in san Vincenzo con una media di 300 fedeli per la messa. E ricorda come, alla fine dei restauri la chiesa di San Vincenzo, grazie alla Fondazione fosse dotata di un impianto di allarme, che copriva la chiesa, non specifico per il quadro. Un sistema collegato in abbonamento alla vigilanza privata. Quando la Fondazione finì di fare esposizioni e pubblicò il relativo libro, anche l’allarme venne disattivato. «Ora in chiesa c’è rimasta inutilizzabile una centralina, ci sono delle vecchie tracce di collegamenti elettrici. Ma non ci sono più dei pezzi, l’impianto non è attivo, non può funzionare, è inutilizzabile».

Don Gianni spiega che alle sue dipendenze c’è un sagrestano, una persona regolarmente assunta e che ha, tre le altre, anche la funzione di controllare, di stare attento a cose e a persone. «Per ora nessun fedele, nessun parrocchiano mi ha contatto per qualche testimonianza. Ma sono fiducioso. Ho fede». E don Gianni, il giorno di ferragosto, il giorno in cui si celebra Maria assunta, lo ha affermato in San Vincenzo durante l’omelia: «La storia grande ci parla di grandi battaglie tra il bene e il male, di fatti gravi come le guerre, le persecuzioni, così come la storia piccola ci racconta di lotte tra il bene e il male in vicende più piccole. In tutte queste vicende è la fede stessa che ci dice come alla fine sia sempre il bene a prevalere». (s.to)

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