Bellei: «Salvate quei mattoni Sono le ultime mura del 1300»
«Per installazioni che si pretendono artistiche, come il grappolo d’uva alla rotatoria della Vignolese, si spendono cifre alte per ripararle, ma nessuno si cura di uno dei simboli dimenticati della...
«Per installazioni che si pretendono artistiche, come il grappolo d’uva alla rotatoria della Vignolese, si spendono cifre alte per ripararle, ma nessuno si cura di uno dei simboli dimenticati della storia modenese».
È questa in buona sostanza la contestazione dell’ex consigliere di Forza Italia Sandro Bellei che richiama l’attenzione della giunta sull’unico tratto sopravvissuto delle mura di sette secoli fa che difendevano Modena. «È l'unico pezzo - scrive in una nota - salvato dalla folle iconoclastìa, che colpì gli amministratori modenesi a cavallo fra '800 e '900, quando abbatterono non solo le mura ma anche le porte che altre città (Bologna per tutte) hanno salvato a testimonianza del glorioso passato. Questo storico rudere si trova da anni dimenticato e vergognosamente trascurato a poche decine di metri dal monumento ai Caduti, dall'altra parte di viale delle Rimembranze. Assai poco costerebbe creare una piccola aiuola attorno a ciò che è rimasto delle mura trecentesche erette da Rinaldo Bonacolsi, detto Passerino, signore dal 1312 al 1327 a Modena, che sconfisse i bolognesi nella storica battaglia di Zappolino, quella della secchia rapita. L'intervento, più volte invano promesso, servirebbe a pulire e illuminare adeguatamente quell'angolo del Parco e installare una bacheca, dove un pezzo di storia cittadina fosse ricordato ai modenesi».
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