Il finalese errante, a piedi in Puglia
Marco Golinelli alla scoperta della costa Adriatica: «Elogio della lentezza»
FINALE. Il finalese errante Marco Golinelli, 32 anni, alla scoperta dell’Italia sulla costa adriatica, in un’impresa podistica dalle foci del fiume Po fino alla Puglia. Sono passate oggi due settimane dalla partenza e già si trova nel sud degli Abruzzi. Ogni giorno la sua pagina facebook ospita foto delle spiagge italiane e aneddoti di viaggio conquistando molto interesse e appoggio dagli utenti del social network. Marco lavora a Finale nel negozio di articoli sportivi “Mister Sport”, è un affermato batterista e insegnante alla scuola di musica Andreoli. Racconta la sua impresa.
Perché hai deciso di intraprendere questo viaggio? Perché a piedi?
«Trovo che la quotidianità a cui siamo abituati ci disconnetta da quello che siamo e da dove viviamo, troppe catene a cui dipendiamo. Avevo bisogno di spezzare queste catene e andarmene, così ho deciso di fare questa camminata. Avevo pensato anche di andare in bicicletta, ma ho optato per la forma più lenta di movimento per andarmene con calma e godere i paesaggi italiani».
Sembra un cammino mistico; perché non le classiche mete di pellegrinaggio come Santiago o Fatima?
«Non avevo voglia di percorsi organizzati, ma di un viaggio all'insegna dell'imprevedibile. Inoltre volevo ricredermi sul concetto di Italia e riscoprire la gente. Quello che ho visitato in queste settimane è un territorio costiero incredibile, un patrimonio che mi ha incantato. Molte persone che ho incontrato si sono sensibilizzate riguardo al mio viaggio e ho avuto anche aiuti durante il tragitto, anche se mi sono sempre comportato come turista senza elemosinare niente. Gesti di solidarietà come a Fano, dove non riuscivo a trovare una stanza libera per dormire e il gestore di un bar mi ha offerto di sostare nel suo locale; oppure ad Ortona dopo ferragosto, non c'erano camere pronte, me ne hanno data una a metà prezzo a patto che la riordinassi io».
I post e le foto che pubblichi su facebook della tua impresa stanno avendo molto seguito; stai ricevendo molti messaggi di appoggio?
«Ho iniziato questa sorta di resoconto di viaggio per i miei genitori, per far loro sapere come sta andando e come me la sto passando, così molta gente ha preso a seguirmi. Ho incontrato alcuni amici sul tragitto, erano in ferie sull'Adriatico, ma ho anche conosciuto molte nuove persone. Devo dire che i primi giorni avevo molti detrattori, ma poi, con il passare dei giorni, è salito il numero di persone che mi hanno appoggiato».
Da quando sei partito hai fatto soste in qualche spiaggia? Che tipo di preparazione hai fatto per questo lungo viaggio a piedi?
«Cammino ogni giorno in media 35-40 chilometri, ho fatto solo una pausa di un giorno sul Conero dove ho trovato i paesaggi più suggestivi; lo stop è stato necessario per un problema ai tendini della gamba sinistra. Non riuscivo più a muovere ginocchio e caviglia e credevo di aver terminato il mio viaggio, ma il giorno seguente stavo molto meglio e ho potuto riprendere. Ho deciso di fare questo viaggio a maggio, la preparazione che ho svolto in questi mesi, più che fisica è stata psicologica, una predisposizione mentale all'imprevedibile e alle meraviglie dell'Italia».
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