Non c’è solo il Guercino Sono tanti i tesori a rischio
Da San Francesco a San Pietro, dalla chiesa del Voto a quella di Sant’Agostino opere di artisti importanti difese da custodi ma, non di rado, anche senza tutela
Il Guercino lo abbiamo perso, speriamo solo temporaneamente, ma per i malintenzionati le chiese di Modena rischiano di essere un ghiotto boccone. Dopo il furto da San Vincenzo della preziosa tela “Madonna in trono con san Giovanni Evangelista e san Gregorio Taumaturgo”, uscita dalla centralissima chiesa nonostante le notevoli dimensioni, la Gazzetta ha compiuto un passaggio nelle principali chiese cittadine per vedere la situazione. C'è tanto da fare per proteggere il patrimonio perché non è mantenendo le chiese chiuse che risolviamo il problema visto che San Vincenzo apriva solo la domenica e il Guercino era pressoché sconosciuto a molti e praticamente non visibile ai turisti. Chiuse, causa sisma del 2012, sono ancora le chiese comunali del Voto, Sant'Agostino, San Biagio, Tempio monumentale, alcune delle altre sono invece aperte e per fortuna dotate di custode diurno. È il caso di San Pietro, Santa Maria della Pomposa, Santa Maria delle Asse, Duomo. La situazione più grave si è verificata in San Francesco, chiesa importante perché contiene opere di Graziosi, Begarelli, Manzini. Ieri mattina abbiamo girato in un edificio deserto, per metà occupato dai ponteggi, per una buona mezzora e, volendo, avremmo potuto asportare con facilità almeno oggetti di piccole dimensioni. Va meglio altrove, alla Pomposa ad esempio. «Quando la chiesa è aperta - spiega il custode Marzio Ardovini - io sono qui. I furti sono un fatto grave, purtroppo è venuto meno il senso del sacro e si ruba anche nelle chiese tanto che ho tolto i candelabri dagli altari». In Santa Maria delle Asse, una delle più antiche della città oggi officiata dalla Confraternita dell'Annunziata, a vigilare su opere di Caula, Manfredi, Ercole dell'Abate c'è il volontario Giuseppe Fagiano: «Faccio il possibile, ma dovremmo essere in due anche se sette anni fa abbiamo messo l'allarme. È certo che serve un controllo civile e religioso sui beni pubblici». Infine la signora Clara che da 15 anni si occupa di San Pietro: «Al mattino qui siamo molti - spiega - comprese due persone in spezieria. Meno gente al pomeriggio anche se cerchiamo di controllare sempre». Il problema invece forse non c'è in Duomo dove opera un custode fisso a tutela dei capolavori di Wiligelmo, Dossi, Tommaso da Modena, Begarelli, Cristoforo da Lendinara. Altri importanti edifici sono invece sbarrati da anni, come Santa Eufemia e San Giovanni Battista dove è conservato uno straordinario gruppo scultoreo di Guido Mazzoni. Sarà protetto almeno questo? Il problema non è di poco conto. Da più parti, ora che la città ha subito l'onta di un furto di tale portata, si chiede un piano preciso che permetta di proteggere meglio con allarmi e altri sistemi di sicurezza il nostro patrimonio. Bene, azione condivisibile molto di più dei rimpalli di responsabilità, tra Curia proprietaria di Guercino, Soprintendenza che ha obblighi di tutela e Fondazione, ente finanziatore della città, cui abbiamo assistito nei giorni scorsi. Ora questi organismi - che collaborano pressoché quotidianamente, ma evidentemente non avevano pensato a questo “problemino” della sicurezza - sarebbe il caso si mettessero intorno a un tavolo. Anche se un piano per mettere in sicurezza le chiese, a dire il vero, Modena già lo ha tentato. Fu la Provincia, a partire dal 1999, ad aprire un bando da 100 milioni di lire per salvaguardare 18 edifici. Serviva, come si legge nei comunicati stampa di allora, per “L'allestimento di impianti antifurto a tutela del patrimonio artistico nelle chiese di Coscogno (Pavullo), Fiumalbo, Gombola (Polinago), Montorso (Pavullo), Palagano, Pievepelago, Polinago, Riolunato, S.Dalmazio (Serramazzoni), Sestola, Verica (Pavullo), Vitriola (Montefiorino) e a Modena nella chiesa di S.Bartolomeo di Modena”. L'assessore alla Cultura dell'epoca Mario Lugli disse: «Il patrimonio artistico si tutela anche garantendo la sicurezza degli edifici religiosi perché i furti d’arte nelle chiese sono un problema grave non solo a livello nazionale, ma anche a Modena». Parole profetiche. E inascoltate.
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