Unioni civili: «Registro ovunque» «No, fermi è anti-costituzionale»
Mozione e contro-mozione. Sulle unioni civili è ormai “battaglia politica”. Dopo la proposta della Querzé, che poco più di un mese fa ha presentato in Consiglio Comunale un ordine del giorno...
Mozione e contro-mozione. Sulle unioni civili è ormai “battaglia politica”. Dopo la proposta della Querzé, che poco più di un mese fa ha presentato in Consiglio Comunale un ordine del giorno richiedente la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero, e l’annuncio di un’analoga iniziativa da parte di Sel, scende ora in campo il Nuovo Centrodestra. Che, per mano del suo capogruppo, Luigia Santoro, chiede l’esatto opposto. La mozione dell’esponente NCD – datata 15 luglio, un giorno in più rispetto alla proposta di Per Me Modena – impegna il sindaco e la giunta a «non riconoscere unioni non previste dalla nostra Costituzione», a «non utilizzare il registro di stato civile del Comune per trascrivere unioni contratte all'estero, non valide nel nostro Paese» e, più in generale, a difendere e tutelare la «famiglia naturale». Quella, cioè, fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, che rappresenta «l'istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita e l'unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori». Anche perché della trascrizione delle unioni civili, in fondo, non se ne sentirebbe proprio il bisogno. O almeno così sembra sostenere la stessa Santoro nel testo presentato in Consiglio Comunale, dove si legge che la minoranza Lgbt non rappresenta la maggioranza degli omosessuali. I quali, al contrario, non avvertirebbero la «necessità del riconoscimento civile della loro unione». Una mozione, insomma, in antitesi con le proposte di Sel e della Querzé – quest’ultima ha peraltro già incassato il sostegno dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. E che potrebbe mettere in imbarazzo il Pd, già diviso sull’argomento. O almeno questo è lo scenario pronosticato nei giorni scorsi da alcuni “addetti ai lavori”, che prevedevano un certo mal di pancia in casa Democratica, soprattutto da parte della componente cattolica. Sul sito internet della Gazzetta, nel frattempo, centinaia di lettori hanno già espresso il proprio parere sull'argomento. Nel sondaggio on line promosso dal nostro giornale, il 65% dei votanti si è dichiarato a favore del riconoscimento dei matrimoni omosessuali. Per contro la Cgil in una nota chede che il registro delle unioni civili non siasolo aperto a Modena, ma in tutti i comuni della provincia. A giudizio del sindacato, «di fronte all'opportunita' di istituirlo presso il Comune di Modena, i più furbeschi oppositori si limitano a ribattere che non è il Comune la sede per fare questo tipo di battaglie, ma la ribalta nazionale: per dare slancio ad una legge nazionale che finalmente anche in Italia dia diritti alle unioni civili come nella maggioranza dei paesi europei occorre, invece, una spinta dal basso».
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