Turismo e autogol: "L’opera del Guercino? Ignorata addirittura da app e siti comunali"
La nuova applicazione per tablet ideata dal Comune: “MoinMo”, ossia "Modena in movimento non cita incredibilmente l'opera della “Madonna in trono con i santi Giovanni e Gregorio”
Ora tutti a dire che il Guercino rubato da S. Vincenzo oltre una settimana fa è importantissimo: è la verità, ma alla prova dei fatti ai turisti non vengano offerti gli strumenti di conoscenza per ammirarlo. L'ultimo esempio, di questi mesi, lo si riscontra nella nuova applicazione per tablet ideata dal Comune: “MoinMo”, ossia "Modena in movimento" disponibile per tutti gratuitamente dalla primavera scorsa. Tra i monumenti modenesi è illustrato San Vincenzo, sede di tombe estensi tra l'altro, ma non si cita incredibilmente l'opera della “Madonna in trono con i santi Giovanni e Gregorio”. Il turista nel lungo testo dedicato alla chiesa seicentesca di corso Canalgrande trova indicazione sui padri teatini che la fondarono per volere degli Este, oltre a notizie relative ai bombardamenti del 1944 che in parte la distrussero. Giustamente si cita lo straordinario altare maggiore ideato da Bartolomeo Avanzini, Antonio Loraghi e Giovanni Lazzoni, ammirato all'epoca di Francesco I e paragonato ai grandi capolavori della Roma barocca.
Si dice anche che dal 1836 il duca Francesco IV volle che qui ci fossero le sepolture ducali, ma del Guercino nemmeno l'ombra. Evidentemente chi ha redatto questi materiali o non conosceva l'importanza dell'opera oppure non riteneva importante la citazione di un capolavoro: non si sa quale delle due soluzioni sia la meno grave. Tutto fatto con soldi pubblici e tutto a scapito dei turisti naturalmente. Ad accorgersi della incredibile mancanza è stato Vittorio Balestrazzi di Modenasaluteambiente.it: «I cittadini e i turisti non sapevano dell'esistenza del Guercino, ma è più grave che il Comune non ne abbia diffuso informazione visto che nella nuova applicazione non se ne parla. E dire che questa app è stata propagandata per mesi come il nuovo strumento per i turisti, una figura davvero barbina».
Ma in piazza Grande non sono soli, visto che la stragrande maggioranza dei siti internet per i turisti non menziona l'opera. Non se ne parla alla voce "turismo" del sito del Comune, né in quella della Provincia così come tace il sito regionale www.emiliaromagnaturismo.it. L'opera viene citata - e va fatto loro un plauso - dalla nuova guida digitale www.laguidadimodena.it e pure da www.paesionline.it che però sono “private”. Tutti i principali siti di informazione e prenotazione turistica comunque non citano il nostro quadro rubato.
Qualche esempio? Niente di niente su www.booking.com, www.travelemiliaromagna.it, www.guide.travelitalia.com e neppure il diffusissimo www.tripadvisor.it. Come possono pubblico e turisti comprendere se non conoscono? La colpa, naturalmente, non è loro, ma di chi ha fatto poco o nulla per “pubblicizzarlo” e mostrarlo. Come spiega uno studioso di rango come Tomaso Montanari: «Ma chi di noi è andato a visitare quel Guercino, negli ultimi anni? Il problema di quella chiesa, come di moltissime altre, non è di essere troppo aperta, ma di essere troppo chiusa. Il patrimonio è al sicuro finché è frequentato, noto, amato, conosciuto: le chiese si aprono ai ladri, quando si chiudono ai cittadini».
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