Chiese comunali, i cantieri pronti al via
La Regione ha stanziato 3,5 milioni di euro per riparare i danni. La progettazione degli interventi e le pratiche burocratiche
Per le cinque chiese comunali attualmente chiuse perché danneggiate dal terremoto del maggio 2012, la Regione ha stanziato finora tre milioni e mezzo di euro. Fondi necessari per i progetti di ripristino delle chiese del Voto, di Sant'Agostino e di San Biagio in via Emilia, di San Barnaba in via Carteria e del Tempio di piazzale Bruni.
La riparazione negli edifici sacri di proprietà comunale è tutta nelle mani della burocrazia regionale. Anche se c'è da immaginare che il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, essendo stato per anni assessore delle giunte del governatore Errani, stia vigilando attentamente. E del resto, molti tecnici comunali fanno spesso la spola con Bologna per risolvere problemi relativi ai progetti. Questi infatti sono finanziati dalla Regione, dal commissario per il sisma in particolare, e devono essere "costruiti" via via tra le due amministrazioni, con il concorso anche della soprintendenza.
Attualmente nessun cantiere è aperto e ci vorranno ancora alcuni mesi per giungere all'inizio dei lavori: la prima dovrebbe essere la chiesa seicentesca di Sant'Agostino. Ecco la situazione completa.
SANT'AGOSTINO. Questo progetto prosegue in concomitanza con il vicino Palazzo dei Musei perché anche se non si tratta del medesimo intervento le affinità sono evidenti. Il Comune ha spedito in Regione in progetto esecutivo dunque a breve, appena Bologna risponderà si partirà con il bando di gara per individuare la ditta. I fondi a disposizione sono 806mila euro e servono per mettere mano a distacchi di materiale significativi, come le porzioni della cornice in gesso che corre intorno al perimetro interno e alcuni fregi delle finestre, rovinosamente caduti durante le scosse. Ci sono anche alcune lesioni significative nel catino dell'abside, nel primo altare di destra e sulla facciata. La chiesa nel '600 ospitava funerali dei duchi e ospita importanti statue e tele di Begarelli, Tommaso da Modena, Stringa e Malatesta.
TEMPIO. Ricorda i 7300 caduti della prima guerra mondiale e fu realizzato nel 1923. La Regione ha stanziato 460mila euro. Si tratta dell'edificio per il quale la parte burocratica è giunta a buon punto, visto che è il corso in Comune la realizzazione del progetto esecutivo dopo che Bologna ha fatto alcuni rilievi sul progetto preliminare inviato. Anche qui i danni sono ingenti e occorre mettere mano al consolidamento e miglioramento sismico realizzati oltre dieci anni fa. Gli interventi di riparazione riguarderanno l'adeguamento delle strutture, il rinforzo degli arconi e delle volte, oltre al restauro delle colonnine lapidee del coronamento dei fronti crollate durante le scosse.
SAN BIAGIO. Il commissario fornisce per questa chiesa del '600, densa di capolavori come la cupola di Mattia Preti e un affresco trecentesco, 825mila euro. Qui in progetto preliminare è in mano alla Regione che a breve dovrebbe decidere. Qui è stato già eseguito un intervento di incatenamento delle volte che dovrà essere reso solidale ai costoloni sporgenti e comporterà l'erezione di notevoli opere di rafforzamento della struttura.
CHIESA DEL VOTO. Il Comune sta predisponendo il progetto preliminare, prima tappa di confronto alla Regione che ha stanziato un milione 250mila euro. Dalla facciata durante le scosse cadde una pesante sfera in pietra che solo per miracolo non fece danni alle persone e subito si tolsero molti elementi pesanti dalla facciata. Chiesa importante, costruita dopo la peste terribile del 1630. Contiene quadri importanti, che si spera adeguatamente protetti, tra cui una pala di Ludovico Lana. I danni qui sono molto diffusi, tra cui una grossa lesione della parte che regge la pesante cupola cui si lega il distacco delle pareti di fondo delle cappelle laterali dagli archi superiori.
SAN BARNABA. Dovevano arrivare 330mila euro, ma finora ne sono giunti 90mila per i quali è in corso il progetto preliminare che metterà mano a una situazione meno grave che altrove. L'edificio contiene alcuni quadri dei secoli XVII e XVIII e un fonte battesimale del '200.
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