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Da Bologna a Modena un rebus: fare le primarie?

Da Bologna a Modena un rebus: fare le primarie?

Parte del Pd si ribella a Manca candidato-presidente, spunta l’ipotesi Palma Costi E in provincia un “ingorgo” di candidati al consiglio complica l’iter della selezione

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I vertici regionali e nazionali del Pd ci stanno provando e ci proveranno ancora, ma sarà dura visto l’aria che tira sull’ipotesi di Daniele Manca candidato unico alla presidenza della Regione. C’è chi non lo gradisce perchè divide, e chi ritiene che dovrà comunque sudarsi la candidatura alla primarie. Primarie che a Modena potrebbero essere necessarie anche per stilare la lista dei candidati al consiglio. Ma andiamo con ordine. Sul fronte presidenza sembra ormai assodato: Bonaccini che Richetti non saranno della partita. C’è chi ipotizza Palma Costi, portabandiera di genere, ma lei preferirebbe una tranquilla ricandidatura a consiglio per tornare a fare la presidente. I candidati presidente comunque non mancano. A Bologna, intanto, c’è chi accende le polveri sull’ipotesi del sindaco di Imola. Patrizio Bianchi, assessore regionale all'Istruzione, stronca la candidatura del sindaco imolese. «Daniele Manca, e' un uomo che divide e che rappresenta una continuità totale rispetto al passato», e contestualmente a questo punto conferma la sua disponibilita' per le primarie del centrosinistra (28 settembre) per scegliere il candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna. «Un conto era Stefano Bonaccini - ha detto l'assessore uscente a Radio Citta' del Capo - che era un nome che univa. Manca è un nome che divide. E' un uomo che salta fuori da una corrente di partito che èstata forse importante in passato, ma che oggi non rappresenta più la totalità del partito e neanche della società civile». Secondo Bianchi, «di fronte a due estremi, la continuità di Manca e la discontinuità totale di Roberto Balzani (ex sindaco di Forliì già in corsa per le primarie, ndr), mi sembra che la linea corretta e coerente sia di una forte innovazione interna che mantenga quanto di buono tutta la nostra società civile ha fatto in Emilia-Romagna». Manca da parte sua fa sapere che non vuol essere elemento di divisioni, ma che non avrebbe problemi a partecipare alle primarie. Quanto a Modena la situazione è semplice: c’è una vera e propria corsa alla candidatura. Gli uscenti non ne vogliono sapere di far posto ad altri, gli “altri” spingono per un ricambio. L’ipotesi iniziale era una lista decisa dagli organi di partito, ma per farlo servirebbe un patto di convergenza su una rosa di nomi che oggi come oggi sembra improbabile trovare, senza creare profonde divisioni e ulteriori problemi. A complicare il quadro il fatto che Lucia Bursi, segretaria provinciale, oltre che le vesti di arbitro vorrebbe giocare da candidata. Insomma le primarie, seppur in corsa, sarebbero la scelta più facile: visto la grande offerta decidano gli iscritti. Che ci tengono, eccome. Andrà così?

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