Una “foresta” nella chiesa crollata
San Felice. Era stata pulita per le visite, ma erbacce e degrado prevalgono
SAN FELICE. L’angioletto con tracce di cartiglio tardo cinquecentesco è ... volato via. Era parte di un affresco presente nella canonica vecchia, ancora ben visibile a giugno 2013, ad un anno dal sisma che ha devastato questa antica porzione dell borgo di San Felice. Ebbene, ora l’inesorabile azione del tempo e la mancata conservazione, o meglio un provvidenziale distacco dal muro, hanno reso ormai irriconoscibile questo piccolo tesoro che alle scosse era sopravvissuto. Se ne sta andando, sempre più irrecuperabile, come de resto il bellissimo soffitto dipinto a cassettoni sempre tardo cinquecentesco.
Già, perchè tra progetti, valutazioni, tempi burocratici assurdi e soldi tanto promessi, i danni del terremoto al patrimonio artistico di San Felice si aggravano. A dare plasticamente l’idea di una situazione che preoccupa i cittadini e rischia di sfuggire di mano, poi, le condizioni della stessa chiesa parrocchiale, così studiata e celebrata sulla carta e tra progetti i più diversificati, dall’abbattimento totale, alla trasformazione, al recupero funzionale, più o meno rispettoso della conformazione dell’edificio che c’era nel 2102.
Un anno fa, nel 2013, la chiesa era stata messa in sicurezza, e si erano tenute un paio di visite guidate con le autorità, per rendere accessibile e documentare la situazione e le prospettive. Oggi, a proposito di prospettive, in chiesa sono cresciute solo le erbacce.
Alberto Setti
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