«Degrado e spacciatori Intervenite in via Giotto»
I residenti chiedono un incontro al sindaco Bellelli: «La situazione è insostenibile temiamo per i nostri bambini, nell’erba a volte abbiamo trovato anche siringhe» LA MAPPA DELLO SPACCIO A CARPI
La nostra iniziativa “le mappe dello spaccio” ha dato lo spunto a tanti carpigiani per segnalare altre zone a rischio nella nostra città. Dopo la residente di via Berengario che ha sottolineato il degrado in centro, oggi è la volta di un folto gruppo di cittadini i quali abitano nei maxi condomini tra le vie Giotto e Leonardo da Vinci. Nell’area al centro del quartiere c’è un bel parco pubblico che però, a dire dei residenti, è “infestato” da personaggi poco rassicuranti. «Lasciano in giro siringhe insanguinate - dicono in coro i carpigiani - e fino a notte fonda si divertono a fare rumore. Qualche sera fa abbiamo chiamato le forze dell’ordine perché stavano picchiando una ragazzina incinta. È stata una scena raccapricciante. Bisogna assolutamente cambiare: così non si può andare avanti. La situazione è decisamente peggiorata negli ultimi cinque mesi».
«Il problema - dice Barbara Gennari - è che le pattuglie di vigili, carabinieri e polizia arrivano e fanno fuggire i personaggi più pericolosi. Ma non è così che si fa. Bisognerebbe arrivare in borghese e coglierli sul fatto, altrimenti le cose non si risolveranno mai. Per quanto riguarda la droga, abbiamo riscontri oggettivi: li notiamo quando si passano le bustine».
«Il prossimo passo - commenta Roberto Gilioli, residente - è incontrare il sindaco Alberto Bellelli. Oltre a elencargli i problemi gli diremo: venga caro sindaco a farsi due passi la notte. Ma da solo, non con i vigili, e allora vedrà il degrado di questa zona. Ma lo sa che a tutela dell’area ci sono le telecamere? Ebbene ci hanno detto che però nessuno ha tempo di guardarle. Ma allora a cosa servono? Perché sono stati spesi questi soldi?». «Io e altre donne - dice la commerciante Kamna Kumari, indiana - la mattina andiamo a pulire nel parco per essere sicuri che i nostri bimbi non si facciano male, magari pungendosi con una siringa».
«Mi domando - dice dal canto suo Giovanni Mazzoli, residente e commerciante di fiori - che fine ha fatto il vigile di quartiere: era solo un’invenzione elettorale? Forse con una presenza costante e regolare di un agente le cose migliorerebbero. Poi vorrei anche ricordare che il mio negozio, nell’ultimo anni, ha subito ben due assalti dei ladri. Oltre alla crisi che ci fa lavorare poco, dobbiamo anche andare a casa con il timore di ritrovare la mattina dopo il negozio svaligiato».
Il problema riguarda anche le autorimesse dei palazzi. «Purtroppo - dice Claudio Frignani, pensionato - certi sbandati si nascondono nei garage sotterranei e oltre a rubare lasciano anche siringhe. Bisognerebbe assolutamente incrementare i controlli serali in questa zona». «Noi - conclude Gilioli - abbiamo messo i cancelli elettronici, ma è servito a poco: scavalcano e si nascondono nel sotterraneo. Infine i furti sulle auto: qui sono diventati una costante davvero insopportabile».
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