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L’auto degli studenti torna in gara a Montmelò

di Gabriele Farina
L’auto degli studenti torna in gara a Montmelò

Il team dell’università parte oggi per la Spagna: «Vogliamo le finali» Da zero a cento orari in 3,5 secondi. Ecco come nasce ogni anno la monoposto

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«Puntiamo a giocarci le finali». Oggi gli studenti del Modena More Racing partono verso la Spagna. Sul circuito catalano di Montmelò, sede del gran premio di F1, diciannove futuri ingegneri dell’università di Modena si metteranno alla prova nella loro ultima gara stagionale di Formula Student. gareggeranno con altri quarantanove team internazionali sia nella teoria, sia nella pratica. Il clou domenica nell’endurance, quando le vetture dovranno dimostrarsi resistenti, agili e parsimoniose nel consumo di carburante.

La squadra accompagnata dal professor Matteo Giacopini, è stata tredicesima a luglio sul tracciato britannico di Silverstone. Presso Barcellona intendono stupire nella prova di accelerazione: la vettura percorre da zero a cento in 3.5 secondi. «In Inghilterra abbiamo fatto molto bene - ha riconosciuto il referente di facoltà - perché la macchina era già marciante prima della fine di giugno. Dopo il reclutamento, a novembre si formano i gruppi e poi serve disegnare il progetto entro febbraio. Servono almeno tre mesi per realizzare le componenti, l’auto deve essere assemblata entro inizio giugno». All’autodromo di Adria sono stati fatti tre giorni di test per migliorare settaggio, sistema antipattinamento, controllo della trazione e cerchi (magnesio al posto di alluminio). Ogni tappa della FS mette in palio mille punti, di cui quattrocento determinati da gara e dal consumo di carburante. «La FS è molto utile - ha detto il team leader Andrea Accorsi, lo studente che guiderà domenica - aver progettato l’auto fa sì che il pilota la capisca meglio. Vorrò fare il progettista e potrò contare su questa esperienza».

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La MMR partecipa alle gare dal 2004. Negli ultimi anni hanno partecipato solo studenti del dipartimento d’Ingegneria: un limite che può essere superato, migliorando anche i risultati complessivi. A Silverstone la squadra era stata settima nell’endurance, mentre peggiori risultati erano giunti in prove di “marketing”. «Molte università - ha ripreso Giacopini - si stanno già operando nelle prove di gestione di costi e presentazione del piano di business. Si potrebbe pensare a una divisione da Economia e Scienze della Comunicazione».

«È un’idea che possiamo lanciare - ha garantito il rettore, Angelo Andrisano - l’esperienza andrebbe declinata in vari settori. Non è solo una competizione, ma soprattutto una gara in cui gli studenti mettono in gioco le conoscenze acquisite, che saranno utili per la vita professionale».

La squadra ha un budget di cinquantamila euro (trasferte incluse). Già l’equipe è al lavoro per il 2015. «Abbiamo iniziato la prima parte della progettazione - ha concluso Giacopini - ci saranno soluzioni innovative: la monoscocca in fibra di carbonio, come le vetture di categoria superiore, e un motore longitudinale».

Al progetto partecipano anche gli studenti Stefano Andreatta, Riccardo Argiolas, Margherita Bergamaschi, Edoardo Bursi, Alessandro Bondanza, Marco Cipriani, Fabrizio D’Orrico, Davide Fioravanti, Andrea Fregni, Andrea Gioachin, Alessandro Ligabue, Valerio Mangerunga, Gianluca Masetti, Federico Monni, Marco Sbaragli, Luca Stradiotto, Gabriele Volpi, Guido Zuntini.

Gabriele Farina

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