Hera, una semestrale controtendenza con i dati in crescita
Utile netto a 106,8 milioni (+8,9%), margine operativo lordo che segna +4,4%. Tommasi: «Ok nonostante l’inverno mite»
Utile a 242 milioni di euro, in aumento del 3,1%. È quanto mette a segno la multiutility emiliana Hera, che ha approvato ieri all'unanimità i risultati economici consolidati del primo semestre di quest'anno con dati in evidente controtendenza rispetto alle altre realtà del settore. La semestrale del gruppo evidenzia come il margine operativo lordo (Mol) consolidato cresca a quota 450,9 milioni (+4,4% rispetto ai 431,8 milioni del 30 giugno dello scorso 2013), grazie anche al buon andamento di vendita e distribuzione di energia elettrica e del ciclo idrico. Sul risultato impatta positivamente anche l’estrazione di sinergie dall’aggregazione con AcegasAps, in linea con quanto previsto a piano industriale. E ancora: l’utile operativo cresce a 242,8 milioni (+3,1%). L’utile prima delle imposte adjusted sale a 176,3 milioni e si confronta con i 171,5 milioni del primo semestre 2013 (+2,8%). In ragione di un tax rate del 39,9%, l’utile netto adjusted cresce a 106,8 milioni (+8,9%, rispetto ai 98,1 milioni al 30 giugno 2013). Nei primi sei mesi del 2014 gli investimenti lordi del gruppo ammontano a 137,3 milioni. Di questi, ben 52,5 milioni (+28,7%) sono stati destinati al ciclo idrico integrato. La posizione finanziaria netta si attesta a 2.730,5 milioni, in crescita rispetto ai 2.566,7 milioni di inizio anno, per effetto di un temporaneo incremento del capitale circolante netto connesso prevalentemente a fenomeni straordinari o stagionali. «In ragione sia del perdurante quadro economico recessivo che dell’inverno mite, i risultati della prima parte dell’anno – afferma Tomaso Tommasi di Vignano, presidente Hera – ci permettono di guardare con ottimismo alla realizzazione del percorso di crescita prevista dal nostro piano industriale anche per questo esercizio».
«I conti del primo semestre confermano Hera come una realtà solida ed equilibrata dal punto di vista sia economico che finanziario – spiega Stefano Venier, amministratore delegato Hera – capace di produrre indicatori costantemente in crescita da 12 anni a questa parte. Mi piace ricordare come questo track record, frutto anche del continuo efficientamento dell’area operation, sia stato nel corso del semestre riconosciuto dai mercati internazionali in occasione del collocamento del primo green bond italiano, che ha suscitato la fiducia di una qualificata platea di investitori europei».
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