«In bici è tutto un altro mondo»
Roberto Zanni di Formigine racconta la sua passione per la fotografia e per la mountain bike
«Ho 58 anni e sono 50 anni che faccio un'attività bellissima: pedalare». Si presenta così Roberto Zanni di Formigine, dipendente comunale e biker con una grande passione per la fotografia, l'aria aperta e l'Appennino.
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«All'età di sette anni ho cominciato a pedalare e devo ancora smettere», sorride Roberto tenendo in mano la foto che ritrae suo nonno mentre ripara una bicicletta e svelando che la passione per la bici l'ha ereditata da lui. «In gioventù, per un paio di anni, ho anche praticato sport agonistico con bici da strada poi ho smesso per dedicarmi a un'altra passione: l'hi-fi. Negli anni '70 e '80 spopolava la rivista Stereoplay e partecipai a diversi concorsi indetti da questa rivista, classificandomi: una volta sono addirittura arrivato primo e ho vinto un bellissimo viaggio alle Seychelles».
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Ma il primo amore non si scorda mai e alla fine degli anni Ottanta, quando Roberto riceve in regalo dalla moglie una mountain bike, una Cinelli Sentiero, dopo un primo giro nel parco delle Salse di Nirano la scintilla si riaccende e Roberto non riesce più ad abbandonare la sella. «Comprai la prima guida dell'Appennino modenese in mountain bike scritta da Gianfranco Sghedoni, Fabrizio Desco e Luigi Lodi che poi sono diventati miei grandi amici - racconta Zanni - Insieme abbiamo fatto un'altra guida “Appennino Modenese in Mountain Bike”, in cui proponiamo 38 itinerari sia per principianti che per biker esperti, una bellissima esperienza che mi ha portato a riscoprire il nostro territorio e le bellezze dell'Appennino che amo fotografare» afferma Roberto mostrando alcuni scatti.
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«Mi reputo un fotografo delle vacanze, ma fotografare è un'altra mia grande passione, nata dalla curiosità di vedere da piccino la Kodak del mio papà, la cosa più tecnologica che avevamo in casa in quegli anni, gli anni Sessanta».
Tra salite e discese, sentieri più o meno percorribili, pianure e colline, Roberto sostiene che girare il mondo sulla sella sia il modo migliore per vedere i luoghi e conoscere i loro abitanti: «Mi capita di fare tanti gli incontri inaspettati, che riesco ad approfondire perché viaggio in bicicletta, come quando percorro un paesino di montagna e mi fermo a dire due battute con gli anziani del paese che fanno la siesta davanti a casa. Andare in mountain bike ti consente di immergerti nella natura e scoprire e riscoprire luoghi, magari dietro casa, che non sapevi nemmeno esistessero ma comporta anche degli inconvenienti: mi è capitato più volte di forare e non avere più camere d'aria né pezze per proseguire e in questi casi, l'unico modo per tornare a casa è fare un nodo nella camera d'aria; oppure può capitare di percorrere strade che poi scompaiono all'improvviso! La bicicletta - conclude - Zanni - la uso sempre, anche per andare a lavorare: la macchina mi serve solamente per caricarci la bici e andarmene in montagna!».
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