Zona Tempio e Stazione: avanzano racket e degrado
L’accoglienza turistica vicino al Mef? Le prostitute al lavoro anche di giorno In piazzale Natale Bruni prestazioni dietro le siepi. Siringhe nel parcheggio
Un turista a Modena, attratto da eventi e luoghi di interesse, come il Museo Ferrari, una buona impressione della città non ce l'ha di certo. Il motivo? Il degrado in cui è caduta, se non ricaduta, la zona del Tempio, a causa di un giro di prostituzione abbastanza massiccio. Via Paolo Ferrari, via Piave, via Crispi e Piazzale Bruni sono le zone più interessate del centro storico, da una vera e propria organizzazione (si presume di nazionalità ungherese) che ha portato numerose “lucciole” a spartirsi la zona, darsi i cambi e creare un via vai di macchine dalle prime ore del pomeriggio fino a tarda notte.
Gli esercenti protestano. Pochi giorni fa un gruppo di commercianti e residenti si è radunato di fronte al ristorante La Cucina, proprio in via Ferrari, per discutere della situazione. Hanno deciso di iniziare una raccolta firme, che in meno di tre giorni è già arrivata ad un centinaio, per poi presentarla al sindaco Gian Carlo Muzzarelli per provare a risolvere il problema.
«Da due mesi a questa parte la zona è stata colpita duramente da un giro di prostituzione a quasi tutte le ore del giorno - spiega il proprietario del ristorante La Cucina - Per chi ha esercizi che chiudono molto tardi la sera, la situazione può diventare un problema serio, danneggiando i nostri affari, soprattutto se i clienti alla fine di una cena si devono dirigere alla macchina attraversando determinate zone di degrado».
Un altro ristoratore è Mirco Leonetti, proprietario della Trattoria Ferrari, che chiede «più controlli da parte delle forze dell'ordine per tenere monitorata la situazione. Come si fa spiegare ad un bambino che esce dal ristorante con la propria famiglia quello che sta accadendo?». Un'altra zona di degrado, interessata non solo dalla prostituzione, ma anche dallo spiaccio, è il parcheggio a pochi passi dal Mef, pieno di erbacce, preservativi e «siringhe che gli spazzini raccolgono abitualmente ogni mattina», racconta Matteo Greco del negozio di prodotti alimentari e gadget non distante dal Mef.
Molti anche i residenti che sono stufi di questa situazione perché «tornando a casa alla sera, siamo costretti a vedere scene che vorremmo evitare», si sfoga una passante che si accinge a firmare la petizione.
Se ci si sposta su via Piave la situazione è ancora peggiore. In questo caso ci viene raccontato che anche durante il giorno, davanti alla ferramenta che si affaccia sul Tempio, nelle aiuole vengono consumante prestazioni sessuali a pagamento. La via è da sempre postazione di lucciole che iniziano fin dal tardo pomeriggio, come ricorda Massimo Longangnani, proprietario del negozio di accessori per auto dal 1979. «Questa è una zona da sempre trafficata da prostitute e protettori, ma l'unica soluzione sono più controlli e polizia». Il problema arriva fino a viale Monte Kosica. In questo caso, a partire dall'ora di pranzo, sia alla fermata dell'autobus sia poco prima di arrivare alla stazione, si posizionano alcune “lucciole”, ormi note non solo ai commercianti, ma anche a chi, parcheggiando la macchina in viale Montecuccoli cammina lungo la strada per arrivare alla stazione.
Giorni fa una retata della polizia ha “ripulito” la zona e da due giorni a questa parte le cose sono tornate alla normalità. Ma in molti credono che si tratti sono di pochi giorni di tregua, per poi ritornare al degrado dei mesi precedenti.
Beatrice Ferrari
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