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Gioco d’azzardo: 480mila le carte “bloccate” da Bper

Gioco d’azzardo: 480mila le carte “bloccate” da Bper

«I giocatori su internet stanno crescendo notevolmente Così vogliamo contrastare questa nuova patologia»

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«Siamo una banca cooperativa con un forte radicamento territoriale e siamo consapevoli che ogni decisione che prendiamo o non prendiamo avrà conseguenze sulla comunità».

A parlare è Andrea Cavazzoli, responsabile della responsabilità sociale d'impresa di Banca Popolare dell'Emilia-romagna, che spiega così la scelta di interessarsi di gioco d'azzardo, un settore che in italia ha un peso rilevante: è il primo paese al mondo per numero di slot machine (una ogni 150 abitanti); e «mentre si moltiplicano le iniziative contro le macchinette nei bar, crescono i numeri di chi gioca online o su dispositivi mobile», precisa Cavazzoli.

Ecco perchè Bper ha scelto di dare un “segnale educativo” inibendo le 480.000 carte di credito del gruppo dalle operazioni di pagamento presso esercizi o siti internet classificati nella categoria commerciale gambling (gioco d'azzardo), con l'eccezione di alcune decine di carte di credito black (riservate a clienti facoltosi).

«Qualsiasi azienda ha interesse a operare in una comunità sana e non in una dominata da degrado e illegalità- afferma Cavazzoli- rispetto al gioco d'azzardo non abbiamo adottato un atteggiamento di condanna verso i giocatori o verso chi opera nel settore, ma di contrasto della sua patologia perchè può avere conseguenze gravi per il giocatore e per chi gli vive accanto». Il gruppo sta anche realizzando un vademecum per le famiglie con giocatori cronici che sarà pronto in autunno.

Il problema del gioco è piuttosto diffuso in Emilia Romagna, dove diverse persone sono anche in cura, grazie ai protocolli speciali studiati dall’azienda sanitaria. I giocatori in carico ai servizi dipendenze patologiche in Emilia-Romagna sono passati dal 2010 al 2013 da 354 a 785, registrando una variazione percentuale del 121,8%. È emerso alla presentazione, in Regione, del concorso “Con l'azzardo non si vince... scommetti sulla tua creatività” che invita giovani dai 14 ai 35 anni a raccontare in video le conseguenze del gioco compulsivo. Il dato, è stato spiegato, deriva dalla diffusione del fenomeno ma anche dall'aumento delle strutture. A Modena si è passati da 61 a 128; a Reggio Emilia, la città che per prima si è attrezzata per la cura delle dipendenze patologiche e dove si trova tra l'altro "Pluto" la prima comunità di recupero specifica per questo tipo di problema, ha registrato dal 2010 al 2013 un salto da 11 giocatori in carico a 64. Piacenza passa da 56 a 141; Parma da 47 a 101, Bologna da 27 a 85 (cui si somma però nella stessa provincia Imola da 20 a 39); Ferrara da 44 a 81; Ravenna da 10 a 31; Forlì da 20 a 28; Cesena da 18 a 43; Rimini da 40 a 44. Secondo le ultime indagini europee presentate al convegno “Responsible gaming for national best practices to european common solutions”, dal 2008 al 2011 la percentuale di chi ha tentato la fortuna almeno una volta è passata dal 42 al 47 per cento.

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