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Il giornale più antico è custodito a Modena

Il giornale più antico è custodito a Modena

È dell’Archivio di Stato la prima copia disponibile della “Gazzetta di Mantova” esposta da oggi nella prestigiosa mostra che celebra i 350 anni del quotidiano

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"Partì martedì passato da quella corte (di Mantova, Ndr) il signor Francesco Canossa, ambasciatore del serenissimo duca di Modena...".

Inizia così il primo articolo del numero più antico, il quarantottesimo, della Gazzetta di Mantova. Possiamo vederlo leggendo l'originale depositato presso l'Archivio di Stato di Modena, documento ora in mostra a Mantova, a Palazzo Te, per l'occasione dei 350 anni di vita del quotidiano più antico d'Italia. Si dice sempre che i giornalisti scrivano i loro articoli per l'oggi, ed è vero, visto che il giorno seguente arrivano altre notizie che mandano nel dimenticatoio quelle del giorno prima.

Tenuto conto del fatto che un quotidiano è per sua natura realizzato su carta non destinata alla conservazione procura però una certa emozione nel vedere come già 350 anni fa (in realtà da molto prima in forme diverse) in Italia si facevano circolare le "notizie". Le virgolette sono d'obbligo perché, ovviamente, era un giornalismo con fini e metodi molto diversi dagli attuali, come spiega la responsabile della biblioteca dell'Archivio di Stato di Modena Rosa Lupoli. «La prima Gazzetta fu fondata a Mantova nel 1664, mentre il nostro documento conservato a Modena risale all'anno seguente: gli studiosi dicono che i primi 47 numeri, essendo materiale molto deperibile, sono probabilmente andati perduti. Il nostro primo numero è datato 27 novembre 1665 ed è stampato dagli Osanna, stampatori ducali fin dal 1588, che ottennero dal duca Carlo II Gonzaga Nevers il privilegio di stampare in esclusiva e a loro spese, fogli di avvisi. Il nome Gazzetta deriva da Venezia dove questi due fogli stampati venivano chiamati così dal nome della moneta che aveva corso all'epoca in Laguna e che riportava una gazza su una delle due facce». La studiosa rivela un particolare curioso: «In realtà in archivio a Modena abbiamo due copie identiche di questo prezioso documento, una delle quali oggi a Mantova per la mostra che inaugura il primo settembre. Perché due copie? L'ipotesi è che all'epoca dei fatti citati in apertura di giornale l'ambasciatore estense sia tornato a Modena con le due copie e poi siano state depositate nella corte e confluite in archivio. In ogni caso è materiale preziosissimo, perché deperibile, che ci serve oggi a comprendere la storia dell'epoca. Gli Este avevano un'ampia rete di ambasciatori sparsi per l'Europa e quello citato sul giornale riguarda la visita compiuta in occasione della morte del duca Carlo II Gonzaga. Poi seguono notizie da Vienna, all'epoca un giorno politico ma anche informativo molto importante». A proposito: all'archivio di Stato c'è anche il primo numero della Gazzetta di Modena.

Stefano Luppi

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