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Il “porta-a-porta” arriva anche in campagna

Il “porta-a-porta” arriva anche in campagna

Novi. Attivate altre 600 utenze: ogni cassonetto sarà dotato di microchip. Caccia agli evasori fiscali

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NOVI. Dal 27 ottobre scatterà l’ampliamento del porta a porta alle zone di campagna e l’applicazione della tariffa puntuale su tutto il territorio comunale. Saranno 600 le utenze delle zone rurali e periferiche che sperimenteranno per la prima volta il sistema e che porteranno il totale a circa 4mila.

Le tipologie di rifiuti si suddivideranno in organico, carta e cartone ed indifferenziato, mentre per plastica, vetro e lattine si continueranno ad utilizzare i cassonetti. A tutti i cittadini - anche coloro che erano già serviti dal porta a porta - verranno forniti contenitori sui quali sarà applicato un microchip che assocerà il contenitore all’utenza che lo utilizzerà. Questo affinché ognuno possa trarre beneficio dall’applicazione della cosiddetta “tariffa puntuale”: chi differenzia i rifiuti e ne produce in quantità minore pagherà meno.

A dire il vero l’imposta si compone di una quota fissa per investimenti e stipendio degli operatori Aimag, che graverà per circa il 55-60 %, e una parte variabile, che è appunto quella su cui ogni cittadino può incidere più o meno virtuosamente. Ogni famiglia pagherà, indipendentemente dal fatto che siano effettuati o meno, un numero di svuotamenti pari al totale dei componenti più 3; superato tale limite, su ogni svuotamento aggiuntivo verrà applicata un’altra tariffa.

«Vogliamo avvicinare sempre più il costo della bolletta al comportamento di ogni famiglia - spiega Paolo Ganassi, dirigente dei servizi ambientali Aimag - Se ogni cittadino decidesse di esporre il proprio contenitore solo quando effettivamente pieno, ne trarrebbe giovamento l’intero sistema».

L’ambizioso obiettivo è quello di armonizzare entro un paio d’anni la tariffazione puntuale e le modalità di raccolta porta a porta al fine di raggiungere un unico modus operandi per i comuni di Novi, Soliera e Carpi. In tal senso Novi fungerà da cavia, sperimentando il metodo, anche se il sistema è già stato adottato in altre città (Mantova) e paesi limitrofi, ottenendo buoni risultati. Senza poi contare che a livello di rifiuti il sistema è già consolidato, come dimostra il 76 % di differenziata ha portato il paese al top in provincia.

Resta però un problema: a fronte delle numerose richieste di cambiamento di residenza per sisma, ad ora rimangono “scoperte” circa 300 utenze che continuano ad usufruire del servizio senza pagarlo. «I dati rivelano che la quantità di rifiuti è rimasta la stessa», spiega l’assessore all’Ambiente, Italo Malagola. Per stanare i “furbetti” occorrono dunque controlli più stringenti. «Dobbiamo trovare i free riders per costringerli a pagare -dice il presidente Aimag, Mirco Arletti - Non vogliamo che i mancati introiti si ripercuotano nei confronti di chi paga regolarmente le tasse».

Giovanni Vassallo

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