La parola d’ordine di Poletti: innovare
Cavezzo. Il ministro del Lavoro detta la ricetta per rilanciare anche le zone del terremoto e critica la burocrazia
CAVEZZO. «Nel vostro territorio il settore biomedicale è molto importante, come anche i segmenti di automazione meccanica. Sono componenti che incrociandosi possono dare un grande valore aggiunto. È il campo di azione per il nostro futuro». Questo il commento del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, che ha partecipato, davanti a 150 persone, all'incontro su occupazione e ricostruzione. Poletti ha “preso appunti” sulle problematiche che ancora oggi affliggono il territorio. Tortuosità della macchina burocratica per la richiesta di contributi e difficoltà nei rapporti tra terremotati e banche sono stati alcuni degli argomenti discussi.
«Abbiamo inoltre la necessità di avere una legge quadro sulle calamità naturali» ha ribadito il sindaco Lisa Luppi. Poletti ha annuito, ma il primo nemico da combattere è l’elevato numero di leggi. «Dove in Europa c’è una legge per regolamentare una materia, l’Italia ne ha quattro - ha detto - Inoltre si discute troppo ogni volta che capita un cataclisma: se c’è una calamità passano 12 mesi a dibattere sul trattamento fiscale dei cittadini della zona interessata, mentre dovrebbe essere già tutto prestabilito».
I temi di ricostruzione, crisi e disoccupazione si fondono, creando un unico mostro da sconfiggere. Le armi per combatterlo? Cambiare mentalità, ottimizzare le risorse e soprattutto gettare ponti tra il volontariato, l’imprenditoria e gli altri attori sociali. «Il terremoto lo ha dimostrato - ha ricordato il ministro - Se il settore no profit collabora con le amministrazioni e l’impresa si possono trovare soluzioni nuove per affrontare ricostruzione e sfide di mercato».
Poletti ha poi aggiunto una nota sull’occupazione giovanile: «Per trovare lavoro ai giovani occorre anzitutto che riparta l’economia. Ci stiamo anche impegnando per eliminare il blocco di mantenimento di anziani nei posti di lavoro. A settembre poi partirà il progetto di formazione e lavoro, per dare la possibilità di alternare scuola e lavoro. Infine c’è il progetto “Garanzia giovani”, per noi molto importante per aiutare i ragazzi che non studiano e non lavorano. Non offriamo ai giovani un impiego, ma delle opportunità, saranno poi loro a dover cogliere queste occasioni».
Le associazioni agricole Confagricoltura, Copagri e Cia hanno consegnato a Poletti un documento unitario in cui si chiede una serie di misure in favore delle aziende agricole. «Rendere più rapide le procedure burocratiche e diminuire il costo del lavoro sono le richieste che abbiamo fatto al Governo - spiega Eugenia Bergamaschi di Confagricoltura - misure urgenti che servono per ridare ossigeno ad un settore come l’ortofrutta, in difficoltà a causa della crisi dei consumi, della stagionalità e dell’embargo russo. In particolare il costo del lavoro è come un macigno per le imprese, non solo quelle agricole: per tornare competitivi è necessario rivedere il cuneo fiscale».
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