“Totoconsigliere”, Lucia Bursi si sfila
Il segretario provinciale non si candida. Approvati i criteri: alle assemblee le valutazioni dei profili
Doveva essere la sera della sintesi. E in parte è arrivata, ma solo a parole, quelle del documento, approvato all’unanimità, che indicherà la strada da qui alla compilazione della lista per i candidati consiglieri. Sala quasi piena a Palazzo Europa: mentre nella stanza accanto c’è un appuntamento di Forza Italia, il Pd ha parlato ufficialmente di Regionali. Le primarie del prossimo 28 settembre ovviamente rappresentano un verdetto non secondario per arrivare all’ufficializzazione di una lista che sarà certamente faticosa.
Ieri sera, però, una prima notizia ufficiale è arrivata: Lucia Bursi non sarà in lista.
Il segretario provinciale è stato chiaro: «Mi era stato chiesto di mettere a disposizione la mia esperienza amministrativa - ha confermato Lucia Bursi - ma ho ritenuto opportuno, in questo particolare momento, di rimanere ad occuparmi della segreteria politica del partito».
La serata è stata piuttosto frizzante: persone che si prenotavano per gli interventi senza essere ancora presenti in sala, Giuseppe Boschini che ha fatto un intervento da candidato invitando ad aprire le consultazioni anche al di fuori del Pd, Teodoro Vetrugno che dice di stare attenti ad abusare della parola rinnovamento e di evitare di candidare chi oggi ricopre il ruolo di amministratore. Tra i candidati l’unica presente è Palma Costi, ancora indecisa se sfilarsi e schierarsi con Stefano Bonaccini o rimanere in gara. Emilio Sabattini e Graziano Pattuzzi parlano fitto, Caterina Liotti dice di parlare a nome del coordinamento delle donne ma in sala si alza il brusio perché da giugno non ha ancora convocato la conferenza delle elette, Roberto Adani chiede di indicare come criterio stringente la territorialità, Maria Costi vuole spazio per i giovani, Andrea Casagrande, segretario di Castelfranco, esprime il pensiero di molti: «Se siamo un partito serio dobbiamo fare un programma di partito, non dei candidati alla presidenza».
Il percorso per le liste, insomma, è avviato sebbene le discussioni non manchino. Saranno, infatti, le assemblee che, attraverso appositi verbali, faranno avere le proprie indicazioni alla segreteria provinciale la quale, a sua volta, sottoporrà la proposta di lista di otto consiglieri modenesi prima alla Direzione provinciale e poi alla Direzione regionale del Pd. Le Assemblee in questione, aperte agli iscritti e agli elettori presenti nell'Albo degli elettori delle primarie del Pd, saranno convocate dall' 8 al 25 settembre: dovranno valutare l'operato dei consiglieri regionali modenesi uscenti e segnalare le candidature che si ritengano più corrispondenti ai criteri di scelta.
«I criteri per la segnalazione delle candidature sono chiari - ha spiegato il segretario provinciale del Pd Lucia Bursi nel presentare la proposta di percorso di consultazione alla Direzione - Portando da una a due le preferenze, purché di diverso genere, si è rafforzato il principio della possibilità offerta agli elettori di scegliere i consiglieri - ha spiegato Lucia Bursi - Attraverso l'espressione diretta della preferenza i cittadini potranno così valutare e scegliere direttamente i candidati in sede elettorale: questi dovranno essere pertanto rappresentativi e in grado, attraverso le specifiche competenze ed esperienze, di conquistare la fiducia degli elettori. Il numero di otto candidati, inoltre, consentirà alla lista di rappresentare maggiormente i diversi territori e di essere più inclusiva delle sensibilità territoriali, politiche e sociali».
Davide Berti
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