Buskers e notte bianca per riaccendere Mirandola
In migliaia all’evento che ha animato il centro storico, “Il borgo” e le “Gallerie” L’assessore Ganzerli: «Bilancio positivo. Il ritorno alla normalità è la priorità»
MIRANDOLA. Voglia di ricostruire, ma anche di ritrovarsi, per trascorrere una sera di fine estate all’aperto, riappropriandosi della propria città, che ha pagato e sta ancora pagando il salatissimo conto del terremoto, vivacizzato da note di allegria e spettacolo. Tutto questo è stata la notte mirandolese dei buskers, in concomitanza con la “Notte Bianca”, un evento che ha trasformato in un teatro a cielo aperto il centro storico, “Il Borgo”, “Il Centro in Galleria” di viale Gramsci e il Centro “La Favorita” di via Agnini. Numerosissimi artisti si sono esibiti negli angoli più intriganti della città: musica dal vivo con tanti artisti, tra i quali l’apprezzato Stefano Cattini, esibizioni di danza classica, giocolieri, trampolieri, chiromanti, poeti, intrattenimenti per ragazzi e bambini, danza contemporanea, spettacoli itineranti e un divertente flash mob animato dallo staff di Radio Pico. E tanti esercizi commerciali aperti. Mirandola è stata, così, gioiosamente invasa da un vorticoso gioco di luci e spettacoli che ha coinvolto moltissime famiglie, giovani e, più in generale, un pubblico di tutte le età. Per l’occasione sono stati attivati, grazie alle associazioni Principato di Francia Corte e Croce Blu, anche due punti di ristoro in centro storico e il Centro in Galleria. «Si tratta di un avvenimento importante non solo per il centro storico ma anche per le zone delocalizzate; – spiega Roberto Ganzerli, assessore al Centro Storico – un segnale che per noi il percorso della ricostruzione si estende a tutta Mirandola». Anche i partecipanti alla “Notte Bianca” sono apparsi entusiasti mentre si avventuravano tra i numerosi spettacoli. Ed è stata l’occasione per attrarre visitatori provenienti da fuori. Come il giovane Eugenio Bignardi, fondatore di radio 5.9, di Cavezzo. «Ora abito a Modena – spiega Giovanni, che rimane sempre e comunque legato alla sua terra, la Bassa – e sto per iniziare l’università a Bologna. Occasioni come queste fanno bene al bisogno di ritrovarsi che c’è qui, in questo territorio dilaniato dal terremoto». Della stessa opinione anche Tobia De Siati, a Mirandola in visita alla sorella: «Una bella idea chiamare i Buskers in centro per fare divertire le persone – dice Tobia – il centro storico è il luogo ideale dove ambientare questi ritrovi, soprattutto alla luce del sisma devastante che c’è stato da queste parti». Giovanni Marchi è un volto conosciuto a Mirandola: ex titolare del Fotostudio Attualità, che si trovava accanto al Duomo prima del sisma, la sua famiglia ha avviato l’attività dopo la guerra. «Mirandola sta riconquistando se stessa – aggiunge Marchi – la città ha grande necessità di queste iniziative. Nei giorni feriali, quando non ci sono eventi, il paesaggio è ancora triste…». Sottolinea la differenza rispetto al periodo precedente il terremoto pure Donato Gavioli. «Serate come queste riempiono di gioia, fa piacere vedere rinascere la nostra cittadina – spiega Gavioli – peccato che non sia così tutti i giorni. Il centro, normalmente, è deserto. Si sente l’abbandono. Ci sono palazzi ancora vuoti».
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