Da Modena un no alle guerre nel segno di Luciano Pavarotti
Sette cantanti lirici, Raphael Gualazzi e gli attori Giulio Scarpati, Daniele Pecci, Isabella Ferrari Letture per ricordare il forte impegno sociale e il ruolo di ambasciatore dell’Onu svolto dal tenore
Un messaggio di pace da Modena al mondo nel segno di chi con la forza della musica divenne un ambasciatore della non violenza e della lotta a ogni guerra: Luciano Pavarotti È questo l’obiettivo del concerto-evento in programma sabato sera in piazza Grande, nel giorno del settimo anniversario della scomparsa del tenore. Da allora la sua amata città organizza in quel giorno un evento che non ha nulla di commemorativo.
Quest'anno nel “salotto” patrimonio Unesco sotto la Ghirlandina, tocca ad un gruppo di suoi giovani eredi “tenorini” di belle speranze, ai cinquanta elementi dell'Orchestra dell'opera italiana guidata da Aldo Sisillo. I musicisti sul palcoscenico si alterneranno ad amici del maestro - Anna Castaldi e Alfonso Signorini - e agli attori Giulio Scarpati, Daniele Pecci e Isabella Ferrari che leggeranno poesie accompagnati dal musicista Raphael Gualazzi. Ieri alla presentazione della serata con il sindaco Muzzarelli, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Andrea Landi, il maestro del Comunale Aldo Sisillo e anche una emozionata Nicoletta Mantovani. «A Luciano - spiega la Mantovani - sarebbe piaciuta una serata di questo tipo perché lui non avrebbe voluto una commemorazione triste quanto qualcosa che coinvolgesse i modenesi e i suoi amici».
La vedova si sofferma poi sulle motivazioni del ricordo di quest'anno: «È un anno difficile - lo possiamo considerare speciale viste le guerre che preoccupano e il coinvolgimento soprattutto dei bambini per i quali Pavarotti aveva fatto tanto dopo la nomina a Messaggero di pace da parte delle Nazioni Unite. Il maestro Sisillo e l'orchestra da giorni stanno facendo le prove e vedremo suonare e cantare insieme Gualazzi, dopo la sua performance a Sanremo l'altro anno, i giovani tenori, attori e tanti amici di Luciano che verranno a Modena.
Non vogliamo sbilanciarci troppo sulle presenze, ma saranno davvero tanti». A fare gli onori di casa il sindaco Giancarlo Muzzarelli: «Abbiamo tanti problemi a livello mondiale in questo periodo, e preoccupato quel che sta accadendo in Iraq. Il tema della pace oggi è davvero centrale, come si sforza di ricordare spesso papa Francesco. La musica è un linguaggio universale e le note sono emozione, danno il senso della comunità e veicolano un messaggio di pace, quindi l'occasione per la festa di Pavarotti era imperdibile. Non ne celebriamo la scomparsa ma continuiamo un lavoro nel suo solco». E quest'anno, a favore della pace e della speranza, anche il pubblico sarà coinvolto direttamente: da domani saranno piazzati al Museo Enzo Ferrari in via Paolo Ferrari 85 e in pizza Grande alcuni maxi pannelli su cui tutti potranno scrivere il loro pensiero sul tema. La presentatrice della serata Milly Carlucci ne leggerà alcuni durante la serata. «Pavarotti - dice il maestro Sisillo - aveva grande attenzione per i giovani cantanti e poi ha fatto davvero tanto unendo la musica classica con quella di altre epoche, oggi lo fanno tutti ma allora fu una novità». Infine la Fondazione: «Sosteniamo da sempre - spiega il presidente Landi - le iniziative per ricordare il grande modenese e indirettamente lo facciamo anche attraverso il sostegno del teatro comunale».
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