Gazzetta di Modena

Modena

pavarotti

«Expo 2015, un dovere aprire il museo ai turisti»

«Expo 2015, un dovere aprire il museo ai turisti»

La vedova: «Stiamo lavorando con il Comune e contiamo sulla Regione e l’Europa E Muzzarelli sollecita i privati: «Noi ci siamo, ma tutti potrebbero contribuire»

3 MINUTI DI LETTURA





Avremo finalmente per il prossimo maggio - data di apertura dell'evento mondiale Expo di Milano 2015 - un museo dedicato al grande tenore Luciano Pavarotti, uno degli italiani più famosi nel mondo con Enzo Ferrari? A dirsi ottimista anche sui tempi è la vedova di Big Luciano Nicoletta Mantovani che ieri, a margine della presentazione del concerto-ricordo del marit ha spiegato che «Stiamo immaginando di poter avere il museo Pavarotti pronto per il 2015, anche se non sarà semplice speriamo possa aprire in occasione dell'Expo di Milano». La Mantovani, anche assessore al Comune di Firenze, conta di riuscire a concludere tutte le iniziative entro i pochi mesi e si dice ottimista: «Lo sono nella vita - spiega - e anche in questa occasione: certo non potremmo avere pronto per quella data tutto l'impianto multimediale che il museo Pavarotti prevederà, ma certo all'Europa 92 tutto è quasi pronto, lo spazio c'è e gli oggetti di Luciano anche». Cosa manca quindi? «Ora attendiamo sia eletto il nuovo governatore della Regione perché abbiamo da poco un nuovo capo del governo e da ancor meno un nuovo sindaco. Poi ci sarà bisogno dell'impegno di tutti, anche dei privati così come spero partecipi al suo mantenimento la Fondazione Cassa di Risparmio». E un aiuto particolare, anche se non è semplice, Mantovani dice di cercarlo in Oriente: «In Cina - conclude - ad esempio Luciano era seguitissimo: il 4 luglio 1986 Luciano giunse a Pechino e fu il primo artista internazionale ad esibirsi in concerto al Palazzo dell'Assemblea popolare, quel concerto ebbe un miliardo di spettatori. Mentre nel 1987 per l'Alitalia il tenore fu il primo italiano a inaugurare quella tratta dall'Italia, in Oriente impazzivano per lui, per loro era il simbolo dell'Occidente. Abbiamo rapporti anche imprenditoriali con la Cina, ma certo sarà molto complicato ma conto che potremmo aprire per l'Expo da maggio a ottobre. Anche perché il tema è il cibo».


Nulla ha voluto dire su alcuni investitori stranieri che non solo avrebbero visionato, ma avrebbero anche provato ad intavolare una trattative per rilevare la gestione del museo.
E il Comune? Cosa intende fare per far sì che anche il museo Pavarotti possa diventare un canale per il turismo? «Prendo positivamente atto del grande entusiasmo di Nicoletta Mantovani, presidente della Fondazione Pavarotti, per la nascita del Museo dedicato al celebre tenore. - spiega Muzzarelli - E' davvero presto per sbilanciarsi sui tempi, ma per una operazione concreta come quella progettata, che porterà a Modena turismo e un significativo indotto, è importante il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, istituzionali e privati».


Il primo cittadino immagina anche l'impegno diretto del Municipio: «Da parte nostra - termina il sindaco - una volta che il Museo diverrà realtà, con l'impegno e la collaborazione di tutti, lo metteremo a sistema con gli altri musei di Modena, a partire dal museo Enzo Ferrari Mef. Pavarotti era ed è ancora un ambasciatore di Modena nel mondo, ed un museo a lui dedicato potrà essere per i turisti un motivo in più per venire nella nostra città, se realizzato in modo da attirare l'attenzione degli appassionati di musica lirica e dei tanti che hanno amato la sua figura"» . (s.l.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google