Fallisce l’assalto con il gas al bancomat
Quattro banditi cercano di far esplodere la cassa del San Geminiano ma è un flop e devono fuggire
SAN PROSPERO. Qualcosa non ha funzionato nell’assalto di quattro banditi alla filiale del banco San Geminiano e San Prospero. Il gruppo è entrato in azione alle 2,30 di lunedì notte e con il gas hanno tentato di far esplodere il bancomat, ma l’innesco non ha funzionato e l’imminente arrivo dei carabinieri ha messo in fuga i ladri, costretti a defilarsi senza bottino.
Il colpo era comunque ben studiato, frutto di un precedente sopralluogo per visionare la location. Ecco perché i militari di San Prospero e della compagnia di Carpi, che stanno indagando sull’accaduto, hanno acquisito le telecamere del circuito di sorveglianza comunale e attendono quelle registrate dal sistema di sicurezza della banca. Si cercherà quindi di dare un’identità magari sperando che abbiano lasciato qualche traccia significativa: su questo indaga la squadra scientifica dei carabinieri, anch’essa presente ieri mattina nel sopralluogo definitivo.
Nel frattempo la dinamica dell’assalto è ormai chiara proprio grazie alle telecamere e ai segni del “lavoro” propedeutici al colpo. Sono le 2,30 quando un’utilitaria arriva dalla Canaletto e si ferma a ridosso della filiale. Scendono tre-quattro persone incappucciate e con il volto celato, aiutate anche dall’oscurità. Un’azione rapida: il primo passo è forzare la porta d’ingresso che dà verso la banca e la cassa automatica. Servono pochi istanti perché la strada sia spianata. A quel punto ecco il secondo passaggio, il più delicato e che alla fine risulterà fatale per il fallimento del colpo. Il gruppo inizia a riempire il bancomat di gas, vorrebbero portarlo a saturazione al fine di farlo esplodere. Ma l’innesco evidentemente non funziona e la deflagrazione non c’è. Bisogna fuggire in fretta anche perché l’allarme suona da qualche istante e l’arrivo delle pattuglie dei carabinieri è questione di pochi istanti.
I banditi - raccontano ancora le immagini registrate dalle telecamere - salgono in auto e fuggono rapidamente. Non vengono intercettati dai militari perché, si ipotizza, abbiano imboccato qualche strada secondarie, delle tante che circondano San Prospero e che li ha portati lontani in sicurezza.
I carabinieri prendono visione dell’accaduto, accertano che il colpo non sia riuscito e poi rimandano il sopralluogo scientifico all’indomani mattina per sfruttare la luce solare. A presidiare l’ingresso della banca resta una pattuglia della vigilanza privata mentre ieri sono iniziati gli interventi per ripristinare la porta d’ingresso e verificare che la cassa bancomat non abbia subito danni dall’ingente immissione di gas esplosivo.
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