In città è caccia aperta al Guercino
Dal Comando di Roma dei Nuclei Tutela Patrimonio la conferma: «Credevamo che in quel palazzo ci fosse il quadro»
MODENA. Gli 007 dell’arte si sono recati in quel condominio di via Verdi perchè cercavano il quadro del Guercino. Non potevano escludere che la tela dal valore incommensurabile fosse proprio lì, a cinquecento metri in linea d’aria da dove è stato rubato, perchè avevano alcuni indizi che potevano portare ad un personaggio legato al mondo dell’arte. Indizi che, se confermati, potevano confermare l’ipotesi di un coivolgimento, in qualche modo, di questo personaggio con il super furto. E, alla luce di queste ipotesi investigative, appare pure scontata in loco la ricerca di qualche traccia, di qualche elemento utile, di prove, magari la presenza di un mezzo, di un furgone usato per trasportare il quadro dopo il colpo.
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La conferma di tutto ciò viene dal comando di Roma dei Nuclei per la tutela del patrimonio artistico, i carabinieri esperti e famosi in tutto il mondo per la loro abilità e perspicacia nell’indagare sui furti di opere d’arte.
In sostanza da Roma hanno fatto sapere che in casi come questo del Guercino, si aprono sempre varie piste agli investigatori e tutte, più o meno plausibili, devono essere percorse, battute con pazienza e accortezza certosina. Come abbiano avuto modo di raccontare nell’edizione di ieri, i carabinieri del Nucleo per la tutela stavano dunque seguendo una pista tutta modenese, una pista indiziale che venerdì scorsi li ha portati in a setacciare, con apposito mandato in mano e fatto vedere a tutti gli inquilini, un condominio dalla testa ai piedi. Uno stabile abitato da una trentina di famiglie: i militari hanno controllato tutte le stanze di ogni abitazione, senza mettere a soqquadro, senza creare allarmi e senza azioni, come dire, eclatanti. Poi hanno perlustrato tutte le soffitte e, con molta accuratezza, anche i garage.
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Una intera mattinata di lavoro iniziata verso le sette: i carabinieri, la maggior parte dei quali in borghese, hanno atteso anche il rientro in casa di chi si trovava ancora fuori. Un grande spiegamento di forze, con via Verdi chiusa al traffico per impedire ogni eventuale tentativo di fuga.
Blitz dunque effettuato con tutti i crismi e le accortezze del caso. ma perchè proprio in quel condominio? Da Roma a questo quesito che è poi quello che tutti si chiedono, hanno risposto con una battuta che lascia intendere parecchio, ovvero che a cercare il Guercino non sarebbero certo andati in una scuola elementare di Sciacca o in una casa per anziani di Sanremo. C’erano dunque dei sospetti, degli indizi, probabilmente un qualche personaggio sospetto o sospettato e così gli 007 del’arte hanno voluto vederci chiaro.
Come ha riferito un residente dello stabile «i militari, gentilissimi, ci hanno chiesto se durante i giorni del furto del Guercino, prima e dopo, avevamo notato un via vai di persone nel palazzo e anche un giro non consueto di mezzi, su e giù per la via. Questo perché, ci hanno fatto intendere, il nostro palazzo poteva benissimo essere un nascondiglio: un luogo tranquillo in una zona tranquilla, un posto insospettabile. Loro hanno puntato il dito sul nostro palazzo evidentemente, come abbiamo capito, perché sospettavano di qualcuno ma chi sia poi questo qualcuno, qui, tra noi residenti di cui parecchi pure anziani, nessuno lo sa». Dunque gli 007 hanno battuto una pista non escludendo di fare il colpaccio o quantomeno di beccare qualcuno della banda. La caccia non è certo finita e Modena rimane sempre nel mirino.
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