Muzzarelli, Bonaccini e l’assessorato alla Maletti
Trattative per offrire un posto in giunta regionale alla presidente del consiglio Costi e Bianchi al centro degli accordi. Cambiano le regole per gli immigrati
Le elezioni regionali sono per Modena una “partita nella partita”. E le scelte di questi giorni, su posizionamenti e alleanze, riguardano per forza anche il futuro. Lo sa bene Stefano Bonaccini, molto attivo. Tanti incontri più o meno ufficiali nei quali si sta parlando anche di come convincere la componente malettiana a preferire lui a Richetti. Tema complesso, che non si gioca solo riempiendo alcune caselle. Ma il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che ha già detto apertamente di sostenere Bonaccini, non disdegnerebbe uno scenario con Francesca Maletti assessore in Regione. È lo stesso ruolo già offerto alla Maletti ai tempi delle primarie per il sindaco per invitarla a farsi da parte, ed ora che di Regionali si parla davvero la possibilità è certamente più concreta. Ma da qui all’accordo la strada è lunga. Certo è che per Muzzarelli sarebbe un problema in meno da gestire e maggiore libertà in Comune, senza dubbio.
Matteo Richetti non sta certo a guardare. C’è chi dice che ieri Richetti e Palma Costi si siano incontrati per capire se ci possa essere un punto di incontro, verificando fino a che punto la Costi pensa ancora di andare fino in fondo. Percentuale in crescita sebbene Bonaccini conti di convincerla a desistere, così come sta facendo anche il Pd modenese. In questo caso è facile pensare che la Costi si affianchi a Bonaccini. Così come Bia nchi.
Intanto da Bologna rimbalza una prima notizia in merito allo svolgimento delle primarie che Modena guarda con particolare attenzione.
Dopo il caos alle primarie di Modena e Reggio, il Pd corregge la rotta sul voto agli immigrati: cittadini Ue o extra Ue in possesso del permesso di soggiorno potranno votare il prossimo 28 settembre per la scelta del candidato governatore, ma solo se si saranno pre-registrati entro il 25. Lo stabilisce il regolamento sulle primarie varato dal centrosinistra ad agosto: oggi la commissione di garanzia delle primarie stabilirà come applicare quelle norme. Insieme agli stranieri, che non voteranno in seggi ad hoc (altro fattore che scatenò polemiche a non finire in particolare a Modena) ma in base alla residenza, saranno ammessi al voto i sedicenni e i fuorisede, anch'essi obbligati a pre-registrarsi almeno tre giorni prima del voto. Per poter votare alle primarie è stato anche fissato come in precedenti occasioni un contributo di due euro.
Il segretario del Pd di Modena, Lucia Bursi, si appella al fair-play: «Auspico, e sono certa, che si tratterà di una competizione leale, condotta in modo da rendere evidenti le differenze programmatiche, di idee e visione del futuro della nostra regione. Non posso che esprimere soddisfazione perchè, pur nel rispetto del giudizio che sarà espresso dai nostri iscritti ed elettori, ci sono davvero alte probabilità che il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna sia un modenese, espressione del nostro territorio e del nostro modo di sentire ed amministrare».
Davide Berti
@dvdberti
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