A tavola con D’Alema tra politica e gramigna
I volontari hanno accolto il leader storico del partito per il pranzo tradizionale ma prevale l’idea del rinnovamento: «C’è bisogno di una nuova ventata»
Atmosfera conviviale e tovaglie a quadretti, grembiuli bianchi e pentole cariche di gramigna: questo il clima dell'incontro a mensa tra i volontari di una Festa dell'Unità all'insegna del futuro e un leader storico come Massimo D'Alema.
Un appuntamento ormai annuale, il loro. Alla presenza di un centinaio di volontari dall'età media piuttosto avanzata, con qualche viso giovane che fa capolino tra i tavoli, D'Alema ringrazia i modenesi con un discorso istituzionale sul senso di una manifestazione che annovera tra i suoi intenti quello di creare un ponte tra cittadini e politica: «Sono ormai poche le occasioni per guardare davvero da vicino come e di cosa vive la gente, soprattutto in un periodo di grande sofferenza come quello che stiamo attraversando, persino in aree economicamente competitive come questa: la Festa dell'Unità è una di queste occasioni. La generazione che vedo di fronte a me - continua D'Alema - è quella in cui mi riconosco, ora c'è bisogno di coinvolgere i giovani, di trasmettere loro la passione politica, ma soprattutto bisogna impedire che questo partito si trasformi in una macchina elettorale».
Cosa ne pensa del cammino intrapreso dal Partito Democratico e della nuova generazione renziana? Il leader non concede troppe parole e non si sbilancia, si limita ad affermare che quello che lui chiama un “partito popolare” sta attraversando un «momento difficile, una condizione reale che non per forza deve corrispondere a una linea politica«.
Poi si allontana e si siede a tavola, tra le chiacchiere di volontari altrettanto storici e ben più loquaci. Uno di questi è Giuliano Fantini, soprannominato “Bistecca”, una sorta di istituzione dal marcato accento modenese, nelle cui parole tornano gli stessi temi, con meno retorica e più dialetto: giovani, futuro, partito, Festa dell'Unità: «I volontari più giovani vanno conquistati e a loro bisogna lasciare il passo: D'Alema è una presenza storica, ma c'è bisogno di una nuova ventata d'aria che neanche l'attuale Pd ci sta mostrando fino in fondo«z. Tra i volontari anche una giovanissima e sorridente Chiara Pedrazzi, quindicenne pallavolista e per la prima volta nel team: «La mia famiglia ha sempre frequentato la Festa dell'Unità ed è un modo interessante trascorrere la giornata». Un incontro, insomma, che del futuro sente l'esigenza e non ancora la presenza. Un incontro emiliano tra volontari, cui si aggiunge la presenza istituzionale di un leader di ieri.
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