Cimone, l’Osservatorio punta sempre più in alto
Sestola. Cambio della guardia al vertice del centro dell’Aeronautica che studia gli effetti dei gas serra, inquinamento e meteo. È tra i più importanti al mondo
SESTOLA. «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Può essere forse utile citare Tomasi di Lampedusa per spiegare il passaggio di consegne al vertice del Centro dell’Aeronautica Militare di Montagna. Siamo a Sestola, non in Sicilia, eppure è presente l’interesse a mantenere lo status quo. Non l’immobilismo di cui si parla ne Il Gattopardo, ma «l’eccellenza» che si è creata nella struttura del Monte Cimone. Da ieri il tenente colonnello Attilio Di Diodato non è più il comandante del centro. Al suo posto il tenente colonnello Patrizio Emiliani. A lui il compito di coordinare le attività di meteorologia, monitoraggio dell’atmosfera e delle telecomunicazioni.
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«Mantenere in vita la Montagna - ha spiegato il colonnello Massimo Ferri, direttore del Centro nazionale di meteorologia e climatologia aeronautica - e le attività che ospita per tutto l’arco dell’anno è sicuramente un’impresa complessa, che richiede una oculata gestione delle risorse e l’impegno di personale competente e motivato». Il colonnello Ferri ha espresso i «più sentiti ringraziamenti per l’impegno profuso e per la capacità di dare soluzione agli innumerevoli problemi incontrati» da parte di chi ha diretto il centro negli ultimi quattro anni; allo stesso modo, ha incitato il successore a «continuare l’opera dei suoi predecessori, volta a una continua razionalizzazione delle risorse disponibili, anche attraverso forme di collaborazioni costruttive ed intelligenti con la comunità scientifica e con le realtà locali». «Al momento del mio insediamento - ha ricordato Di Diodato - mi ero prefisso degli obiettivi che sembravano ambiziosi in quanto abbracciavano numerose tematiche: innovazione tecnologica, connettività del centro, qualità dei dati prodotti, logistica, sicurezza del personale, comunicazione».
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Sono stati compiuti passi avanti, ha aggiunto, a partire dagli strumenti. «Il centro è dotato di numerosi nuovi strumenti - ha aggiunto Di Diodato - per la misura di grandezze relative alle misure meteorologiche, come radiazione ultravioletta, torbidità atmosferiche e altro ancora. Siamo riusciti a fare tanto per migliorare la qualità dei dati prodotti, in particolare quelli legati alle misure ambientali, che hanno ricaduta sul cittadino. Sono temi importanti d'attualità». Tra i risultati ottenuti il comandante partente ha ricordato il progetto Sentiero dell’atmosfera, giunto ai dieci anni di attività, e l’inserimento della stazione nel programma “Global atmosphere watch”: è l’unica in Italia ad aver avuto il riconoscimento. Di Diodato ha citato, infine, il ripristino al rifugio del Lago della Ninfa, i lavori per una frana e l’acquisto di nuove attrezzature come motoslitte e gatti delle nevi. Punta in alto anche il successore. «Il tenente colonnello Di Diodato ha fatto un ottimo lavoro - ha riconosciuto Emiliani - lascia una buona eredità. L’attività svolta al Cimone sulla misura e lo studio dei gas serra in atmosfera è un riferimento a livello mondiale e motivo d’orgoglio per l’Italia tutta. In nove anni di Protezione Civile ho partecipato a diverse emergenze come il terremoto in Emilia. Ho un patrimonio che sarà utile anche al Camm».
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