La Croce Rossa tra corsi specialistici e interventi estremi
«“La presenza massiccia dello staff della Croce Rossa alla pista di motocross, domenica scorsa, ha permesso di soccorrere subito il ragazzino di 16 anni, rimasto infortunato mentre stava affrontando...
«“La presenza massiccia dello staff della Croce Rossa alla pista di motocross, domenica scorsa, ha permesso di soccorrere subito il ragazzino di 16 anni, rimasto infortunato mentre stava affrontando un campionato under 18». Non ha dubbi il presidente della locale sezione della Croce Rossa, Massimo Re, nel sottolineare l’importante opera di soccorso prestata dal comitato di via Guastalla durante le manifestazioni che si svolgono alla vicina pista da cross. Il dispiegamento di operatori di soccorso ha consentito di intervenire tempestivamente in soccorso del motociclista modenese poi ricoverato in rianimazione a Baggiovara.
«Il personale gli ha salvato la vita ed è stato intubato sul posto, per poi essere portato all’ospedale in elicottero. Come prevede il regolamento nazionale del motocross - prosegue Re - durante gare e prove dev’essere presente sul posto una struttura di assistenza fissa. Domenica si sono alternate 25 persone della Croce Rossa, due ambulanze, due medici di cui un rianimatore e quattro infermieri. Ed è stato fondamentale essere lì anche per soccorrere qualche altro ragazzo rimasto infortunato nella stessa giornata».
La locale Croce Rossa conta 302 soci, include il territorio delle Terre d’Argine e ha da poco inglobato una cinquantina di volontari della sede di Campogalliano. Ed è momento di corsi: il 10 settembre, in via Guastalla, si svolgerà un nuovo corso di disostruzione pediatrica, sull’onda del successo dei precedenti. Il 15 verrà presentato il corso per diventare volontari alle 20.30 sempre presso la sede. Giovedì 25, inoltre, decollerà una nuova sfida: formare un nuovo presidio di Croce Rossa a Novi, dove agli ambulatori medici di via Zoldi 38 saranno illustrate le modalità per diventare volontari.
«Ci siamo accorti che il terremoto ha sviluppato una nuova sensibilità nell’aiutare il prossimo - continua il presidente - in più, a Novi, ci sono 70 cittadini abilitati all’utilizzo del defibrillatore. In un contesto dove, con lo spostamento della centrale operativa da Modena a Bologna, si è rafforzata l’autonomia territoriale, avere persone sempre più preparate a prestare opera di soccorso è fondamentale. Così come sarebbe importante disporre di un’automedica sul territorio: tempo fa ne avevamo acquistata una e avremmo messo a disposizione l’autista, ma non è stato possibile portare avanti l’ambizioso progetto». (s. a.)
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