Gazzetta di Modena

Modena

«Pavarotti era vero così, senza lustrini»

di Stefano Luppi
«Pavarotti era vero così, senza lustrini»

«Era un uomo autentico. Il nostro impegno ai “Friends” oggi vive con il concerto in sua memoria dedicato alla pace»

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«I modenesi? Mi piacciono per la spontaneità, la simpatia e il modo particolare con cui vivono la vita amandola, non tutti gli italiani sono così. Certo Luciano Pavarotti poi è indimenticabile: era una persona vera, non come il mago di Oz che aveva bisogno di truccare le sue apparizioni».

La presentatrice Rai di “Ballando con le stelle” (riparte su Rai1 il 4 ottobre con il cantante carpigiano Paolo Belli) presenterà sabato la serata-ricordo “Luciano, messaggero di pace” dedicata al Tenorissimo e prevista per sabato in piazza Grande.

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La conduttrice, negli anni '90, condusse tutte le edizioni del “Pavarotti & Friends” e oggi aspetta con curiosità il museo del maestro che la vedova Nicoletta Mantovani ha annunciato per il maggio 2015.

«Non ho visto - continua Milly Carlucci - gli oggetti di Pavarotti della casa-museo, ma avevo visto le mostre che Nicoletta ha organizzato e penso che il museo sia indispensabile».

Milly, lei ha conosciuto bene Pavarotti. Ci dica com'era.

«Era come si vedeva, con Modena nel cuore anche quando era lontano, non aveva intorno alcuna cortina fumogena proprio come gli altri grandi del mondo. Un grande talento difficilmente è una persona meschina».

Quando l'ha conosciuto?

«Mi cercò lui, mi chiese di essere parte del progetto del Pavarotti e Friends e io mi sono messa a disposizione perché quell'evento fu davvero epocale e mai niente in Italia di simile è stato organizzato. Fu un grande privilegio partecipare a quegli eventi musicali mondiali con una concentrazione di star mai vista. Tutti volevano venire per il grande prestigio di Luciano che aveva anche messo in piedi con Nicoletta una raccolta fondi per l'Africa e l'ex Jugolsavia che era in guerra».

Le viene in mente qualche episodio?

«Sono passati anni ma ricordo come fosse ieri l'emozione di Ricky Martin che doveva cantare “Mamma” con il tenore. Doveva unirsi a quella voce magnifica. Le voci pop sono buone, ma ovviamente la tessitura con un cantante d'opera sono molto diverse e Pavarotti quando ebbe con la moglie d'idea di unire opera e pop precorse i tempi ma ebbe anche tante critiche. Lui però non si arrendeva, chiamava i suoi amici da Bono a Zucchero a Elton John, li andava a trovare a casa e loro venivano a Modena».

Il concerto di sabato con attori, amici, sette giovani tenori e l'orchestra diretta dal maestro Sisillo, con alcuni video di Pavarotti, è dedicato alla pace.

«Sì, il momento è complicato e le guerre sono molte, lui si è battuto a favore delle popolazioni e dei bambini come ambasciatore Onu e quindi il messaggio da trasmettere è giusto. La musica è davvero uno strumento di dialogo universale, il linguaggio più transnazionale di cui disponiamo perché possiamo fare ascoltare in Oriente una musica prodotta nella Terra del Fuoco e viceversa. Luciano parlava spesso della pace, anche perché era una persona curiosa del mondo e delle sue diverse popolazioni. Non aveva snobismi nel suo dna, pur essendo davvero noto in ogni angolo della terra. Quando era emozionato da qualcosa o qualcuno lo diceva senza mezzi termini, disse ad esempio di avere pianto per i rifugiati che scappavano dalle guerra per questo spesso quando una persona muore si fanno grandi discorsi, ma lui era davvero una persona normale, era rimasto il modenese che era stato da bambino e ragazzo sotto la Ghirlandina, con gli stessi amici di una vita».

Come sarà il suo ruolo sul palco?

«Io sarà solo un vassoio d'argento che propone al pubblico le portate, i musicisti, gli attori e i video. In questi casi il conduttore deve essere una presenza non ingombrante".

Poi in ottobre via su Rai con un altro modenese, Paolo Belli.

Milly Carlucci scoppia in una risata: «Certo, mi affiancherà come al solito Paolo Belli da Carpi, ovviamente sono personalità molto diverse ma entrambi amano la vita».

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