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Ponte Alto, quando la droga è alla sbarra

Ponte Alto, quando la droga è alla sbarra

I rivenditori si piazzano in Stradello Capitani dove c’è la transenna: in caso di blitz non possono essere inseguiti da Volanti

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La mappa dello spaccio si arricchisce grazie a nuove segnalazioni di cittadini. Da quest’estate, da quando abbiamo indicato i punti caldi dela città, le zone dove maggiormente ci sono spacciatori oppure quelle che fanno da centrale e dai cui partono parecchie staffette in bicicletta per le consegne, i cittadini, oltre a confermare la costante attività in questi luoghi, contribuiscono con le loro segnalazioni ad indicarne altri. Vie, strade, frazioni, luoghi “minori” ma non per questo meno pericolosi e pronti a diventare nuove zone di punta per lo spaccio nel quartiere o in aree più ampie. Ricordiamo che ogni segnalazione che giunge via mail in redazione (cronaca.mo@gazzettadimodena.it) è un contributo che ogni cittadino dà alla sua città: tutte le mail vengono, oltreché pubblicate sul giornale che trovate in edicola e su quello on line, girate alle forze dell’ordine. Questa volta trattiamo il caso di Ponte Alto.

C.M. descrive in modo dettagliato le modalità e la “geografia” dello spaccio: «Prima del nuovo sottopasso in Stradello Capitani c'è una carreggiata che conduce sull'argine del Secchia ed è chiusa da una sbarra. Qui stazionano a turno vari tipi in apparente attesa, di cosa? Di un auto, sempre diversa, che ogni tanto si ferma al di qua della sbarra, e a quel punto il probabile pusher scende e sbriga il suo compito. Dopodiché riguadagna la sommità della salita. Ma la bella pensata sta nell'essersi messi al sicuro da una eventuale sorpresa delle forze dell'ordine, perchè nell'eventualità, l'auto della Polizia rimarrebbe bloccata dalla sbarra incatenata e i malfattori come da copione guadagnerebbero una delle due uscite di riserva sul Ponte Alto oppure di fronte alla festa del Pd».

Un altro residente: «Vorrei segnalare come la zona di Ponte Alto veda la presenza assidua di spacciatori. Le autovetture sostano davanti al ristorante in attesa che il pusher (proveniente dall'argine del Secchia, quello che porta verso la tangenziale), arrivi con la dose. Lì avviene il pagamento e la consegna e poi il pusher, regolarmente in bicicletta si avvia verso Modena. Spesso li ho incontrati, ormai i volti sono noti, sulla ciclabile che costeggia le scuole elementari e medie di via Amundsen. Addirittura uno di questi, per un mese circa, era solito parcheggiare la bicicletta nella rastrelliera di un condominio, verso mezzanotte, per poi riprenderla intorno alle ore 13/14 del giorno successivo: credo che dormisse dentro al capannone della Mercedes o comunque in uno di quelli situati tra Via Colombo e via Silone. A proposito di via Silone: ho raccolto segnalazioni di residenti che, guardando dalla finestra, vedono di solito verso mezzogiorno, alcuni ragazzi che, con la scusa di portare i cani nell'area dedicata, spacciano incuranti di tutto».

Stefano Totaro

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