Via Berengario ora trema: il degrado prende piede
I commercianti preoccupati: «Schiamazzi e danneggiamenti rovinano la zona» In controcorrente solo Vecchi (Ascom): «Non siamo in un ghetto, c’è attivismo»
Dopo l’inseguimento da parte di balordi di una ragazza, insultata più volte e costretta a rifugiarsi al tabacchino torna alla ribalta il problema della mancanza di sicurezza in via Berengario. L’assessore Cesare Galantini qualche settimana fa ha fatto posizionare pannelli antidegrado nella strada interna che collega le vie Catellani e Berengario, per coprire le tante scritte presenti e cercare di reprimere i disordini. Uno di questi pannelli risulta già bucato e vandali stanno ricominciando a tracciare alcuni segni. I commercianti confermano in larga parte lo stato di allerta crescente in cui versa la strada, in pieno centro storico.
«Sono stato più volte a parlare con l’amministrazione perché il degrado è costante e progressivo - lamenta l’artigiano Giorgio Prandi, il quale, poche settimane fa, ha dovuto subire il grave danno arrecatogli da una Maserati che si è schiantata contro la saracinesca del suo laboratorio di restauro - A febbraio, balordi hanno tirato contro il mio negozio una bottiglia che mi ha rotto il vetro. Da tempo la situazione è insostenibile e l’ho segnalato più volte a chi ha il dovere di vigilare». Dello stesso avviso Daniele Manicardi, che si è trasferito con la sua Bottega del bimbo tre mesi fa in via Berengario, sotto i portici. «Sono qui da poco, ma confermo che gli schiamazzi si sentono - sottolinea Manicardi - Credo che i pannelli posti sui muri dove comparivano le scritte non siano che un inizio per risolvere i problemi di questa zona. Tra l’episodio della ragazza inseguita e i bivacchi non possiamo certamente dire che si stia facendo buona pubblicità a questa zona. E invece avremmo bisogno di visibilità positiva, quindi ben venga che si parli e si affronti la difficile situazione di questa zona».
Giuseppe Marchesella del Petit Bar conferma come ci “siano alcuni stranieri qui in via Berengario, che per arrivare a fine giornata devono vivere di espedienti”.
Una voce fuori dal coro è invece quella di Giorgio Vecchi, presidente Ascom Confcommercio e titolare dello storico negozio di cornici che alla fine di questo mese celebrerà i 40 anni di vita sotto i portici di San Nicolò. «Non intendo sottovalutare gli episodi di criminalità che si sono verificati - dice Vecchi - ma non possiamo dire che questa strada sia un ghetto. Anzi, i negozi della via sono tutti attivi e occupati ad eccezione di uno in fase di ristrutturazione». Sul caso interviene via facebook anche Giorgio Verrini di Carpi Futura, il quale evidenzia la necessità di un “un poliziotto stanziale lì, altrimenti prima o poi qualcuno si farà male”.
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