Gazzetta di Modena

Modena

Addio alla preside che amava la scuola

Rossella Bertoni è stata la mia ultima preside, quella con cui ho concluso il mio lungo percorso di insegnante prima del pensionamento. E senza mai smettere di essere la mia preside, è stata mia...

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Rossella Bertoni è stata la mia ultima preside, quella con cui ho concluso il mio lungo percorso di insegnante prima del pensionamento. E senza mai smettere di essere la mia preside, è stata mia amica, come peraltro di molte delle sue insegnanti.

Donna sensibile e intelligente si è sempre spesa senza risparmio per la Scuola con una coscienza istituzionale e una competenza che lasciavano ammirati. Al Liceo Muratori, il suo liceo, sempre ricordato con affetto e gratitudine insieme con gli insegnanti che aveva avuto (la mitica Abbati Marescotti, l'indimenticato Mattioli), aveva fatto ritorno come Dirigente nell'anno scolastico 2006-2007 ed era stato come amava dire un ritorno in patria, un risalire alle origini della sua formazione, della scoperta della propria vocazione.

Nella scuola di quegli anni ormai lontani aveva appreso un rigore , un'acribia di lettura, l'imperativo categorico dell'impegno che ha poi sempre portato nell'affrontare e nello svolgere il suo lavoro. Talora il suo scrupolo poteva parere eccessivo, la ricerca dell'esattezza quasi ossessiva, e invece erano l'espressione del suo modo di intendere il lavoro in modo alto con rispetto dell'etica e del diritto, degli studenti e degli insegnanti ,dei genitori e del personale tutto: a ciascuna componente dedicava la sua cura in senso etimologico, seguendo una mentalità democratica che era in lei al tempo stesso predisposizione e scelta.

A qualcuno poteva sembrare fredda , lontana dalle emozioni, ma era solo la difesa esteriore che erigeva contro la forza dei sentimenti, a dissimulare l'indole appassionata che un lampo dello sguardo,un incrinarsi della voce rivelavano all'osservatore attento . Era certo capace di posizioni franche , a tratti dure e intransigenti: ma era la stessa intransigenza che applicava in primo luogo a se stessa.

Un giorno della tarda primavera del 2013 ci annunciò la decisione di andare anticipatamente in pensione “certo con qualche penalizzazione economica, ma non ho figli, ho lavorato tanto, vorrei godere un poco di qualche viaggio e di un po' di libertà prima di invecchiare”.

Ma la vita, tragicamente beffarda come sempre, aveva disposto diversamente. Di lì a qualche mese con stupore di tutti la Preside non presenziò agli scrutini di fine anno né alla festosa cerimonia dell'assegnazione delle borse di studio agli studenti meritevoli. Era il manifestarsi della malattia che ce l'ha tolta. Ma il mondo della scuola che affollava la chiesetta di San Michele impossibilitata ad accogliere tutti, stava a testimoniare che molto di lei sopravviverà e continuerà. A partire dal "suo" Muratori.

Roberta Cavazzuti

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