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Il manifesto dei sindaci per Richetti e Bonaccini

Il manifesto dei sindaci per Richetti e Bonaccini

Anche Muzzarelli ha firmato il documento. Costi sempre più vicina al ritiro Totoconsigliere: Campedelli, Vecchi, Boschini, Brighenti e Serri ormai sicuri

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Delrio si sgonfia, si gonfiano Bonaccini e Richetti a suon di firme che sono da raccogliere entro l’11 settembre, ultimo giorno utile per presentare la candidatura alle primarie per la presidenza della Regione.

Il giorno chiave sarà comunque domenica, quando arriverà alla Festa dell’Unità di Bologna Matteo Renzi e metterà una volta per tutte la parola fine al totocandidature.

Intanto sul tavolo delle primarie arriva il manifesto dei sindaci. Il primo cittadino di Bologna Virginio Merola, quello di Ferrara Tiziano Tagliani, di Imola Daniele Manca, di Modena Gian Carlo Muzzarelli e di Reggio Emilia Luca Vecchi hanno firmato il «Manifesto per una nuova Regione», che nasce da una serie di incontri tra i sindaci. Un contributo programmatico, spiega in una nota il comune di Bologna, per sostenere l'azione della nuova regione e il lavoro delle nuove unioni provinciali di comuni, in accordo con la nuova città metropolitana di Bologna.

Il documento, che sarà inviato a tutti i candidati alle primarie, chiede ai pretendenti a viale Moro «una Regione forte e leggera».

Il prossimo mandato, il primo del dopo-Errani, «dovrà riaffermare la leadership nazionale dell'emilia-romagna nel novero dei territori orgogliosi delle proprie politiche per lo sviluppo e l'innovazione», si legge nel manifesto.

«Il prossimo governo della regione emilia-romagna dovrà caratterizzarsi per alcune scelte forti e mirate in questa direzione. i sindaci della nostra regione saranno l'alleato migliore di questa nuova strategia: con la rete delle città è possibile concepire un rinascimento industriale; con le città della costa, le città d'arte e i comuni della montagna si promuove il turismo; con tutti i comuni si devono creare le condizioni per una crescita equilibrata, per la sicurezza del territorio e la tutela dell'ambiente, per la promozione dei diritti dei cittadini».

In venti cartelle, il manifesto dei sindaci chiede che la metropoli bolognese svolga «funzioni di hub (fulcro, nodo di smistamento) dell'innovazione per il sistema urbano regionale».

Una Emilia-Romagna «green a consumo zero» dove scuola e cultura siano «al primo posto» e una «nuova politica per il turismo». Quanto al welfare, secondo i sindaci occorre «cambiare marcia». Nel documento si parla anche di sburocratizzazione («meno norme, più accordi» perchè il fattore tempo «è la priorità») e si chiede una «governance forte e partecipata attraverso la sussidiarietà».

Su Modena, invece, proseguono le trattative per la lista dei consiglieri: sarà chiusa dopo le primarie del 28 settembre e un peso lo avrà, certamente, anche il candidato presidente. Le certezze arrivano soprattutto sul fronte uomini: Enrico Campedelli, Giuseppe Boschini e Luciano Vecchi dovrebbero avere la certezza di finire in lista.

Più complicata la questione femminile: se Palma Costi andrà fino in fondo - ma il ritiro sembra vicino - in caso di sconfitta rimedierà un posto in lista? Per molti la risposta giusta sarebbe «no». Così oltre a Luciana Serri chi ci sarà: Benedetta Brighenti quasi certamente, mentre sono fortemente in calo le quotazioni di Giulia Pigoni.

Davide Berti

@dvdberti

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